
Nel 2024 la siccità ha colpito 156.703 chilometri quadrati nell’Unione europea, un’area equivalente a sei volte la Sicilia o all’intero territorio della Tunisia.
Numeri che restituiscono la dimensione di un fenomeno ormai strutturale, con impatti crescenti su agricoltura, risorse idriche e sicurezza alimentare.
Un fenomeno in crescita nel tempo
L’analisi di Eurostat mostra come la siccità non sia più episodica.
Nel periodo 2014-2024 si registrano due picchi estremi: il 2018 e il 2022, anni in cui le superfici colpite hanno superato i 500mila chilometri quadrati.
Un trend che evidenzia una progressiva intensificazione degli eventi climatici estremi in Europa, in linea con gli effetti del cambiamento climatico globale.
Clima e sostenibilità: il nodo degli obiettivi europei
Il monitoraggio rientra negli indicatori degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare il target sulla “vita sulla terra”, che misura lo stato degli ecosistemi e delle risorse naturali.
La siccità diventa così uno dei principali segnali di allarme per la resilienza ambientale del continente, mettendo sotto pressione interi sistemi economici.
Foreste in crescita, ma non basta
Accanto ai dati sulla siccità, emerge un altro elemento chiave: nel 2023 circa il 39% della superficie terrestre dell’Unione europea era coperto da foreste.
I Paesi del Nord guidano la classifica, con Finlandia e Svezia che superano il 60% di copertura forestale, seguiti da Slovenia, Estonia e Lettonia.
Un patrimonio ambientale rilevante, ma che da solo non riesce a compensare gli effetti delle ondate di calore e della scarsità d’acqua.
Italia a metà classifica, tra vulnerabilità e adattamento
L’Italia si colloca in posizione intermedia, con una copertura forestale pari al 31,1% del territorio.
Un dato significativo, ma che non mette il Paese al riparo dagli effetti della siccità, sempre più frequenti soprattutto nelle regioni meridionali e nelle aree agricole.
Un equilibrio sempre più fragile
Il quadro che emerge è quello di un’Europa divisa tra aree più resilienti e zone sempre più vulnerabili.
La crescita delle superfici colpite dalla siccità, insieme alla pressione sulle risorse naturali, indica che la sfida climatica è ormai una questione strutturale.
Non si tratta più solo di emergenze temporanee, ma di un cambiamento profondo che richiede politiche di adattamento, investimenti e una gestione più efficiente dell’acqua.






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