Scende la produzione e sale l'utile: il primo trimestre di Eni

Scende la produzione e sale l'utile: il primo trimestre di Eni

Nonostante un trimestre caratterizzato da una riduzione della produzione, rispetto a un anno fa, e con un prezzo medio del barile più basso (non sono considerati i rialzi degli ultimi giorni), Eni è riuscito a segnare un risultato netto pari a 1,09 miliardi di euro. Il risultato del Gruppo controllato dal Tesoro è dovuto – secondo l’azienda - alla maggiore qualità della produzione.

I nuovi siti in Egitto, Ghana, Angola e Indonesia hanno costi più bassi, una maggiore efficienza e hanno permesso margini più alti. Questo vale sia per la produzione di petrolio, sia di gas.

Stabile l’attività nel settore Gas&Power nel trimestre, con vendite rimaste pressoché inalterate e 2,7 miliardi di metri cubi di Gnl, mentre nella parte retail i clienti sono cresciuti del 6% (ha influito su questo dato l’acquisizione delle attività in Grecia).

Infine, in pareggio le attività nella raffinazione e nella vendita di carburanti, con la seconda che ha compensato le perdite della prima, mentre la chimica ha un risultato negativo per 46 milioni.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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