Alitalia, il governo getta la spugna

I soggetti privati si sono tirati indietro. Patuanelli: “La soluzione di mercato non c’è”

Alitalia, il governo getta la spugna

Il governo getta la spugna: per Alitalia è naufragata l’ipotesi di un salvataggio privato.

“Al momento un soluzione di mercato non c’è”, ha detto il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli intervenendo al Senato. “Stiamo valutando diverse opzioni con attenzione”, “non è una proroga al consorzio che si stava costituendo, perché quella strada lì non c’è più”, ha detto il ministro.

“È dieci anni che si tenta di privatizzare la compagnia – spiega Patuanelli - ma ha una dimensione che il mercato fa difficoltà ad accettare”. Un po’ come scoprire l’acqua calda, visto che da lungo tempo i potenziali acquirenti, a cominciare da Lufthansa, avevano chiarito (a torto o ragione) che non avrebbero acquisito l’ex compagnia di bandiera senza una previa ristrutturazione. Ma i governi che si sono succeduti hanno fatto finta di non vedere, anzi di non sentire e così siamo andati avanti un decennio.

In realtà lo stop alla soluzione di mercato era arrivato già la scorsa settimana quando Atlantia si era sfilata dal consorzio costituito per rilanciare Alitalia. E, subito dopo, anche Ferrovie dello Stato, pivot pubblico dell’operazione, aveva dato forfait.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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