ArcelorMittal chiede una nuova Cig per oltre 8.000 lavoratori di Taranto

Ira dei sindacati: “Una vergogna”

ArcelorMittal chiede una nuova Cig per oltre 8.000 lavoratori di Taranto

Si complica la situazione di ArcelorMittal, la fabbrica dell’acciaio che a Taranto ha lo stabilimento più grande d’Europa. A poche ore dalla presentazione del nuovo piano industriale da parte del colosso al Governo, ArcelorMittal chiede ai sindacati altra cassa integrazione.

A decorrere dal 6 luglio e per un periodo presumibile di 9 settimane - spiega l’azienda in una lettera alle sigle metalmeccaniche - potrà interessare sino ad un massimo di 8.157 dipendenti, distinti tra quadri, impiegati e operai, che costituiscono l’intero organico aziendale.

Dura la reazione dei sindacati. “ArcelorMittal non va assolutamente bene” dichiara Biagio Prisciano, segretario Fim Cisl. Francesco Brigati, segretario Fiom Cgil: “Quest’azienda ci prende per i fondelli”. E Antonio Talò, segretario Uilm, aggiunge: “Va accompagnata alla porta”.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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