Stellantis cambia rotta: il “reset radicale” per salvare l’ex colosso dell’auto globale

Filosa ammette gli errori sull’elettrico, maxi-svalutazioni e ristrutturazione in arrivo: l’obiettivo è tornare in utile nel 2026, tra pressioni UE, concorrenza asiatica e crisi industriale europea

Stellantis cambia rotta: il “reset radicale” per salvare l’ex colosso
Il Ceo di Stellantis, Antonio Filosa

Stellantis avvia un profondo reset del modello di business per invertire la rotta dopo una fase di forte turbolenza. L’amministratore delegato Antonio Filosa ha riconosciuto una sovrastima del ritmo della transizione elettrica, annunciando una revisione radicale di supply chain, portafoglio prodotti e strategia industriale per riallineare l’offerta alla domanda reale dei consumatori.

Il costo della svolta elettrica: maxi-svalutazioni e riorganizzazione

La correzione di strategia avrà un prezzo elevatissimo: oltre 22 miliardi di euro tra svalutazioni, cancellazione di modelli e piattaforme tecnologiche. Le uscite di cassa previste superano i 6,5 miliardi nei prossimi quattro anni, mentre il gruppo stima una maxi-perdita tra 19 e 21 miliardi nel secondo semestre 2025.

Borsa in caduta e stop ai dividendi

La reazione dei mercati è stata brutale: il titolo Stellantis ha perso oltre il 25%, bruciando miliardi di capitalizzazione e tornando ai livelli del 2020. Per il 2025 niente dividendi, mentre il gruppo valuta emissioni di obbligazioni ibride fino a 5 miliardi per rafforzare la struttura finanziaria.

Il paradosso: vendite globali in crescita, Europa in frenata

Nonostante la crisi contabile, le consegne globali sono cresciute del 9% nell’ultimo trimestre 2025, trainate dal Nord America (+43%). In Europa, invece, vendite in calo a causa della debolezza dei veicoli commerciali leggeri e della pressione competitiva dei produttori asiatici, in particolare cinesi.

Regole UE sotto accusa

Filosa critica apertamente la regolamentazione europea sulle emissioni e le sanzioni per i veicoli commerciali, giudicate penalizzanti per l’industria. Stellantis ha già accantonato circa 500 milioni di euro per multe ambientali, un segnale della crescente tensione tra industria e policy green.

Ristrutturazione industriale e tagli in vista

Nel 2026 sono previsti circa 1 miliardo di oneri per riduzioni del personale in Europa, nell’ambito di una riorganizzazione più ampia del footprint industriale. La nuova strategia sarà presentata all’Investor Day del 21 maggio, con possibili decisioni su marchi, piattaforme e presenza geografica.

Il caso Termoli e il nodo batterie

Intanto tramonta il progetto della gigafactory ACC a Termoli: per la joint venture “non ci sono le condizioni” per avviare il sito italiano e quello tedesco. Stellantis promette di garantire l’occupazione, mentre i sindacati chiedono l’arrivo immediato di nuove produzioni meccaniche per salvaguardare il polo industriale.

La scommessa Filosa: tornare all’utile nel 2026

Il ceo promette il ritorno alla redditività nel 2026 senza aumenti di capitale, puntando su una strategia più realistica sull’elettrico, modelli più allineati al mercato e maggiore disciplina finanziaria. Una sfida cruciale per uno dei maggiori costruttori globali, in un settore travolto da guerra dei prezzi, rallentamento della domanda e transizione tecnologica incerta.

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