L’allarme dell’OCSE: matematica e lettura ai minimi storici

La nuova indagine dell’OCSE fotografa un arretramento delle competenze fondamentali degli adolescenti. Il problema non riguarda soltanto l’Italia: nei Paesi OCSE matematica e lettura toccano nel 2025 il livello medio più basso mai registrato.

L’allarme dell’OCSE: matematica e lettura ai minimi storici

È una delle fotografie più importanti sullo stato dell’istruzione globale. La nuova edizione di PISA – Programme for International Student Assessment, l’indagine dell’OCSE che misura le competenze dei quindicenni, ha coinvolto oltre 760.000 studenti in 91 Paesi ed economie, rappresentativi di circa 33 milioni di quindicenni nel mondo.

L’obiettivo non è verificare semplicemente quanto gli studenti ricordino dai programmi scolastici, ma quanto sappiano utilizzare conoscenze e informazioni per affrontare problemi reali, ragionare criticamente e prendere decisioni.

Matematica e lettura: il punto più debole

Il dato più preoccupante arriva dalla matematica. Nei Paesi OCSE il punteggio medio è sceso a 463 punti nel 2025, contro 485 nel 2015: una perdita di 22 punti, equivalente a più di un anno di apprendimento secondo i parametri PISA.

Ancora più marcato il deterioramento della lettura, il cui punteggio medio OCSE è passato da 489 punti nel 2015 a 461 nel 2025.

La lettura, inoltre, è diventata più complessa nell’era digitale: l’OCSE segnala un forte peggioramento proprio nelle capacità di valutare informazioni, collegare fonti diverse e ragionare criticamente sui testi. Gli episodi di “lettura frettolosa”, cioè leggere rapidamente ma in modo inaccurato, sono quasi raddoppiati dal 2018, arrivando al 9% degli studenti nel 2025.

E la scienza?

La situazione è diversa. La scienza rimane sotto pressione nel lungo periodo, ma tra il 2022 e il 2025 la performance media nei Paesi OCSE è rimasta sostanzialmente stabile.

Il punteggio medio è stato di 482 punti nel 2025, contro 489 nel 2015.

Il dato suggerisce quindi che la crisi delle competenze di base non procede allo stesso ritmo nei tre ambiti: matematica e lettura rappresentano oggi il fronte più critico.

L’Italia: stabile rispetto al 2022, ma con problemi strutturali

Per l’Italia il quadro è meno drammatico rispetto alla media OCSE nel breve periodo, ma non può essere considerato rassicurante.

Nel 2025 gli studenti italiani hanno ottenuto mediamente 468 punti in matematica, 474 nella lettura e 483 nelle scienze. Rispetto al 2022, le variazioni sono state rispettivamente di -3, -7 e +6 punti, ma l’OCSE considera questi cambiamenti non statisticamente significativi.

La situazione cambia se si guarda al periodo più lungo: la matematica ha registrato una perdita significativa dopo il 2018, mentre la lettura è rimasta relativamente stabile dal 2018 al 2025, ma su livelli inferiori rispetto a quelli osservati tra il 2009 e il 2015. La performance scientifica è invece migliorata rispetto al 2018, tornando circa ai livelli del 2015.

Non è soltanto una questione italiana

È questo forse il messaggio più importante dei nuovi dati PISA.

L’Italia viene spesso considerata un caso problematico nel confronto internazionale, ma il fenomeno è molto più ampio. Nel 2025 un quindicenne su cinque nei Paesi OCSE è un low performer in almeno una delle tre competenze fondamentali, mentre la quota di studenti con basse performance in tutte e tre è salita al 20%, contro il 16% del 2022.

La pandemia ha certamente rappresentato uno shock senza precedenti, ma l’OCSE invita a non attribuire tutto al Covid: in diversi Paesi il deterioramento era già iniziato prima del 2020.

Il nuovo fattore: l’intelligenza artificiale

PISA 2025 introduce inoltre una questione destinata a diventare centrale: come imparano gli studenti nell’epoca dell’intelligenza artificiale?

Per la prima volta l’indagine ha incluso una valutazione dell’apprendimento e della risoluzione dei problemi nel mondo digitale. L’OCSE sottolinea però che l’AI dovrebbe essere utilizzata per fornire feedback e personalizzare l’apprendimento, non per sostituire lo sforzo cognitivo dello studente. Comprendere significa ancora, prima di tutto, pensare.

Il vero rischio per le economie

Il problema non riguarda soltanto la scuola.

Matematica, lettura e scienze sono competenze fondamentali per il mercato del lavoro, l’innovazione, la produttività e la capacità dei cittadini di orientarsi in una società dominata da dati, tecnologia e informazione.

Se una quota crescente di giovani fatica a comprendere un testo complesso, interpretare dati o applicare il ragionamento matematico a problemi concreti, la questione diventa anche economica e sociale.

Fonte
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