La stangata sulle bollette? Cingolani: “È il prezzo per aver fatto certe scelte”

Arera stima un +55% per la bolletta dell’elettricità e del +41,8% per quella del gas per il primo trimestre del 2022. Secondo il ministro per la Transizione ecologica, “abbiamo deciso che era meglio comprare all’estero il gas invece di utilizzare il nostro”

La stangata sulle bollette? Cingolani: “È il prezzo di certe scelte”

Una stangata da quasi 1.000 euro in un anno. È quella che dovrà sostenere la famiglia tipo, in regime di maggior tutela, per gli aumenti di elettricità e gas nonostante l’intervento del governo che ha stanziato 3,8 miliardi di euro per calmierare i rincari.

In un anno, la spesa per luce e gas, per una famiglia tipo, ammonterà a 2.383 euro, in crescita di 944 euro rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente. Un balzo determinato dal boom dei prezzi delle materie prime energetiche e della CO2.

In termini di effetti finali - spiega Arera - per la bolletta elettrica la spesa per la famiglia-tipo nel periodo compreso tra il 1 aprile 2021 e il 31 marzo 2022 sarà di circa 823 euro, con una variazione del +68% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1 aprile 2020 - 31 marzo 2021), corrispondente a un incremento di circa 334 euro/anno.

Nello stesso periodo, la spesa della famiglia-tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.560 euro, con una variazione del +64% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, corrispondente a un incremento di circa 610 euro/anno.

Gli aumenti delle bollette riflettono il trend di forte crescita delle quotazioni internazionali delle materie prime energetiche e del prezzo della CO2. L’amara consolazione è che analoghe ripercussioni sui prezzi per i consumatori finali si sono registrate in tutta Europa.

Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani dice la sua in merito rincari delle tariffe di luce e gas. A suo avviso “è il prezzo per aver fatto certe scelte. Abbiamo deciso che era meglio comprare all’estero il gas invece di utilizzare il nostro”.

Quindi annuncia che “nei prossimi 12-18 mesi dobbiamo muoverci anche in altre direzioni. Come quella di aumentare la produzione di gas nazionale con giacimenti già aperti”. Si potrebbero “magari raddoppiare i 4 miliardi di metri cubi attuali”, spiega.

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