Shock petrolio: l’Agenzia internazionale dell’energia libera 400 milioni di barili per frenare la crisi causata dalla guerra

La guerra in Medio Oriente e la paralisi dello Stretto di Hormuz spingono i Paesi industrializzati a un intervento straordinario. L’Agenzia internazionale dell’energia attiva la più grande immissione di petrolio dalle riserve strategiche della storia per stabilizzare i mercati energetici.

L’Aie libera 400 milioni di barili per frenare la crisi

Di fronte all’impennata dei prezzi dell’energia, i Paesi membri della Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) hanno deciso di sbloccare 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche.

La decisione è stata presa l’11 marzo, poche ore prima di una riunione straordinaria in videoconferenza dei leader del G7, convocata per affrontare le conseguenze economiche del conflitto in Medio Oriente.

Si tratta del più grande intervento coordinato sulle riserve petrolifere nella storia dell’agenzia, come ha annunciato il direttore esecutivo Fatih Birol.

Perché i mercati energetici sono sotto pressione

Alla base della decisione c’è la crisi nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi energetici più importanti del pianeta.

A causa dell’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran, il traffico marittimo nell’area è stato fortemente ridotto, provocando di fatto una chiusura parziale dello stretto.

Attraverso questo corridoio marittimo transita circa il 20% del petrolio mondiale e una quota significativa del gas naturale liquefatto, rendendolo uno dei punti più sensibili dell’economia energetica globale.

400 milioni di barili per stabilizzare il mercato

Secondo la IEA, i 400 milioni di barili che verranno immessi sul mercato equivalgono a circa venti giorni di flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz.

Un intervento che punta a evitare una crisi di approvvigionamento e a contenere la corsa dei prezzi del petrolio, che negli ultimi giorni ha registrato forti rialzi sui mercati internazionali.

L’obiettivo è stabilizzare i prezzi di carburanti e trasporti, evitando un nuovo shock inflazionistico a livello globale.

L’iniziativa anticipata di Giappone e Germania

Prima della decisione collettiva della IEA, alcuni Paesi avevano già iniziato a muoversi.

La premier giapponese Sanae Takaichi aveva annunciato lo sblocco delle riserve petrolifere del Giappone a partire dal 16 marzo.

Poco dopo anche la ministra dell’Economia e dell’Energia della Germania, Katherina Reiche, ha confermato una misura simile per sostenere la stabilità dei mercati.

L’appello del G7 sulla sicurezza delle rotte energetiche

Durante la riunione del G7, il presidente francese Emmanuel Macron ha invitato i partner occidentali a coordinare gli sforzi per ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

Secondo Macron, la sicurezza delle rotte marittime è oggi una priorità strategica non solo per il Medio Oriente ma per l’intero sistema economico globale.

Un precedente durante la guerra in Ucraina

Non è la prima volta che le riserve strategiche vengono utilizzate per stabilizzare i mercati energetici.

Nel 2022, dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, i Paesi della Agenzia Internazionale dell'Energia avevano già liberato 182 milioni di barili di petrolio in due fasi, secondo il quotidiano economico The Wall Street Journal.

L’intervento attuale, tuttavia, è più del doppio, segno della gravità della nuova crisi energetica.

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