
Accanto al petrolio però un’altra risorsa decisiva per la stabilità della regione medio-orientale: l’acqua potabile. Secondo diversi analisti delle materie prime, tra cui il giornalista economico Javier Blas di Bloomberg, l’acqua rappresenta una delle vere chiavi geopolitiche del Medio Oriente. Già negli anni Ottanta la CIA definiva l’acqua “la materia prima strategica del Golfo Persico”, sottolineando come la scarsità idrica potesse influenzare sicurezza e stabilità regionale. Se il conflitto dovesse intensificarsi, il controllo delle risorse idriche potrebbe diventare un fattore decisivo nello scontro tra Teheran e Washington.
Il Golfo ricco di petrolio ma povero d’acqua
L’intera regione del Golfo Persico presenta una caratteristica paradossale: è tra le aree più ricche di idrocarburi del mondo ma tra le più povere di acqua dolce. Per risolvere questo problema, negli ultimi decenni le monarchie del Golfo hanno investito enormi risorse negli impianti di desalinizzazione, strutture che trasformano l’acqua di mare in acqua potabile. Oggi nella regione esistono quasi 450 impianti, da cui dipendono oltre 100 milioni di persone in Paesi come Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Oman. In alcune città, come Dubai, l’approvvigionamento idrico dipende quasi totalmente da questi impianti.
Infrastrutture vulnerabili in caso di guerra
Queste strutture sono considerate infrastrutture strategiche estremamente sensibili. A Riyadh, capitale saudita, circa il 90% dell’acqua potabile proviene dall’impianto di desalinizzazione di Jubail, sulla costa del Golfo. Un eventuale attacco contro questi impianti è considerato un’ipotesi estrema, ma gli analisti sottolineano che negli ultimi conflitti – come la guerra in Ucraina – sono stati colpiti obiettivi civili e infrastrutturali un tempo ritenuti “tabù”. Se le strutture di desalinizzazione venissero danneggiate, milioni di persone potrebbero restare senza acqua nel giro di pochi giorni.
Anche l’Iran soffre una grave crisi idrica
La crisi dell’acqua non riguarda però solo i Paesi del Golfo. Anche l’Iran affronta da anni una grave emergenza idrica. Secondo analisi del quotidiano The Guardian, il Paese vive una siccità persistente da oltre sei anni, aggravata dal cambiamento climatico e dalla cattiva gestione delle risorse. Nella capitale Teheran, una metropoli di circa 10 milioni di abitanti, il flusso d’acqua nelle ore serali viene spesso ridotto per limitare il consumo. Le cinque principali dighe che riforniscono la città sono arrivate in alcuni periodi a livelli di riempimento intorno all’11%, segnale di una crisi strutturale del sistema idrico nazionale.
L’acqua al centro delle proteste popolari
La scarsità d’acqua è diventata anche un fattore di tensione sociale. Negli ultimi anni la gestione delle risorse idriche è stata uno dei temi centrali delle proteste popolari in Iran. Durante alcune manifestazioni represse dalle autorità, uno degli slogan più diffusi era: “Acqua, elettricità, vita: è il nostro diritto essenziale”. La crisi idrica si intreccia così con problemi economici, disuguaglianze sociali e tensioni politiche interne.
Dalle antiche tecniche ai problemi moderni
Per millenni l’Iran ha gestito l’acqua attraverso i Qanat, una rete di gallerie sotterranee che trasportava l’acqua dalle falde montane alle aree aride. A partire dagli anni Sessanta il Paese ha però puntato su grandi dighe e su un uso massiccio di pompe idrauliche. Dopo la Rivoluzione iraniana del 1979, l’espansione dell’agricoltura irrigua ha portato all’installazione di oltre un milione di pompe, molte delle quali dedicate all’uso agricolo. Questa pressione sulle falde sotterranee ha progressivamente prosciugato molte riserve naturali e compromesso il funzionamento dei tradizionali sistemi idraulici.
Una guerra che potrebbe ridisegnare la geopolitica delle risorse
Nel pieno della guerra, l’acqua emerge quindi come una variabile strategica spesso sottovalutata. In una regione dove il petrolio ha sempre dominato la scena geopolitica, l’acqua potrebbe rivelarsi la risorsa decisiva del futuro.







