Allarme energia, Confindustria: “Rischiamo la crisi più grave della storia”

Guerra in Medio Oriente, prezzi in salita e crescita a rischio: imprese, sindacati e Comuni lanciano l’allerta. Intanto il governo valuta scostamento di bilancio e proroga delle accise, mentre si divide sul Patto di stabilità

Allarme energia, Confindustria: “Rischiamo la crisi più grave della storia”

L’Italia e l’Europa tornano a fare i conti con l’incubo energia.

Secondo Confindustria, il protrarsi delle tensioni in Medio Oriente – con epicentro in Iran – potrebbe innescare “la più grave crisi energetica della storia recente”.

Uno scenario che rischia di travolgere crescita economica, consumi e stabilità finanziaria proprio mentre il Paese cerca di consolidare la ripresa post-inflazione.

Prezzi in salita, consumi in frenata

L’impatto economico potrebbe essere immediato.

Le stime indicano un aumento medio dei prezzi energetici fino al 20% su base annua, con effetti diretti sulla spesa delle famiglie. Secondo le associazioni di categoria, i consumi potrebbero ridursi di miliardi di euro, comprimendo ulteriormente una domanda interna già fragile.

Anche il quadro macroeconomico rischia di peggiorare: già oggi la crescita prevista appare debole e vulnerabile agli shock esterni.

Le richieste delle imprese: aiuti e accise

Per fronteggiare l’emergenza, Confindustria propone misure straordinarie.

Tra queste, uno scostamento di bilancio per sostenere le imprese energivore e la proroga del taglio delle accise sui carburanti, strumenti già utilizzati durante le precedenti crisi energetiche.

L’obiettivo è evitare un’ondata di rincari a cascata che colpirebbe produzione, trasporti e prezzi al consumo.

Sindacati e Comuni: “Rischio impoverimento”

L’allarme non riguarda solo le imprese.

La CGIL stima un aumento significativo della pressione fiscale reale su lavoratori e pensionati, legato all’inflazione. Anche CISL e UIL temono una nuova compressione del potere d’acquisto.

Parallelamente, l’ANCI segnala criticità nei bilanci degli enti locali, con il rischio di squilibri miliardari nei prossimi anni.

Il nodo politico: Patto di stabilità divide la maggioranza

Sul fronte politico, la crisi energetica si intreccia con il dibattito sul Patto di stabilità e crescita.

All’interno della maggioranza emergono posizioni divergenti: da un lato chi spinge per maggiore flessibilità o addirittura per un’uscita temporanea, dall’altro chi teme effetti destabilizzanti sui conti pubblici e sui mercati.

Una frattura che complica il percorso del Documento di finanza pubblica e delle prossime scelte economiche.

Il governo prepara le contromisure

Nel frattempo, l’esecutivo lavora a un nuovo pacchetto di interventi.

Tra le misure attese nel decreto lavoro figurano incentivi per giovani e donne, norme sui contratti e sostegni all’occupazione. Sul tavolo anche interventi su energia e carburanti, mentre resta aperto il nodo delle nomine nelle autorità indipendenti.

Una crisi che va oltre l’energia

Il quadro complessivo è quello di una crisi potenziale che va ben oltre il settore energetico.

Tra guerra, inflazione e vincoli di bilancio, l’Italia si trova di fronte a una fase delicata, in cui le scelte economiche dei prossimi mesi saranno decisive per evitare una nuova frenata della crescita.

Fonte
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