.jpg?box=650x850)
Gli inviati di Donald Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff, avrebbero discusso con rappresentanti europei e ucraini, incluso il presidente Volodymyr Zelensky, la possibilità di ripristinare le forniture di gas russo attraverso i gasdotti diretti in Europa. L’idea americana è inserire gli incentivi economici in un accordo complessivo per porre fine alla guerra.
Mosca potrebbe guadagnare influenza e risorse
Il ritorno del gas russo sul mercato europeo garantirebbe al Cremlino nuove entrate e potrebbe restituire a Mosca una leva strategica sui Paesi dell’Unione europea. Secondo i sostenitori della proposta, maggiori scambi commerciali potrebbero invece contribuire alla stabilità e alla ricostruzione economica dopo il conflitto.
La strategia europea sotto pressione
Dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022, l’Unione europea ha cercato di ridurre la dipendenza energetica da Mosca, diversificando le forniture e aumentando il ricorso ad altri produttori, tra cui gli Stati Uniti. Ripristinare i flussi russi significherebbe rimettere in discussione una parte importante di questa strategia, oltre a riaprire il dibattito sulla sicurezza energetica europea.
Concessioni economiche senza garanzie di pace?
I critici della linea americana temono che offrire nuove opportunità commerciali alla Russia possa rafforzare Putin senza ottenere concessioni decisive sul piano militare e diplomatico. I precedenti colloqui economici, secondo le ricostruzioni citate dal quotidiano statunitense, non avrebbero finora indotto il Cremlino ad abbandonare le sue richieste fondamentali.
La Casa Bianca sostiene invece che un’intesa debba prevedere incentivi economici per entrambe le parti, con l’obiettivo di fermare i combattimenti e favorire una ripresa duratura. Ma resta la questione centrale: il ritorno del gas russo sarebbe il prezzo necessario per la pace o un vantaggio strategico concesso a Mosca?
Il nodo Nord Stream e la legge europea
La prospettiva non riguarda soltanto un generico ritorno del gas russo: secondo Reuters, funzionari statunitensi e russi stanno esplorando anche possibili accordi commerciali legati ai gasdotti Nord Stream, che in passato trasportavano gas russo in Germania. Restano però ostacoli importanti, tra cui le sanzioni e le opposizioni politiche in Europa.
Il contrasto con la linea europea è netto: il regolamento UE entrato in vigore nel febbraio 2026 prevede l’eliminazione graduale delle importazioni di gas russo, con lo stop al GNL entro la fine del 2026 e al gas via gasdotto entro il 2027.








