La Cina sfrutta l'aumento del prezzo dell'acciaio e punta sul riciclo green

Il paese resta il principale produttore mondiale di acciaio e ora ha deciso di puntare sul riciclo green. Obiettivo: incrementare la quota di riutilizzo dei rottami al 30% entro il 2025

L'aumento del prezzo dell'acciaio rafforza la leadership di Pechino

L’aumento vertiginoso del prezzo dei metalli sta spingendo le acciaierie in Cina a investire ingenti somme di denaro su macchinari in grado di distruggere automobili e altri rifiuti per estrarne metallo come materia prima. E intanto il governo di Pechino avanza richieste sempre più stringenti per rendere la produzione più sostenibile.

Da rottame a materia prima

I trituratori rimuovono la vernice e gli altri agenti inquinanti dai rottami di metallo, poi li tagliano in piccoli pezzi: un’azienda di medie dimensioni, l’Hebei Jingye Group a Shijiazhuang, sta installando un macchinario da 3 mila cavalli il mese prossimo, il che permetterebbe di raddoppiare il consumo di scarti quest'anno a 2 milioni di tonnellate, come dichiarato dal loro responsabile del reparto rottami Zhang Lijie. L'impresa produce circa 12 milioni di tonnellate di acciaio all'anno.

Piano emissioni 2020

Le acciaierie cinesi devono anche fare i conti con gli obiettivi emissioni per il 2020, perché utilizzando il carbone come combustibile per gli altiforni hanno un notevole impatto ambientale: questi nuovi macchinari potrebbero segnare una svolta nel settore del riciclo dei metalli. Con margini di profitto fino a mille yuan a tonnellata grazie all’aumento dei prezzi, i trituratori che costano 5 milioni di yuan possono ripagarsi in pochi mesi.

Produzione di acciaio al top

La Cina resta il principale produttore mondiale di acciaio e punta ad aumentare la quota di riutilizzo dei rottami al 30% entro il 2025. Intanto quest’anno aumenterà il consumo di scarti per la produzione del 17%, vale a dire fino a 7 milioni di tonnellate.

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