
L’Australia è oggi uno dei Paesi più avanzati al mondo nell’accumulo energetico domestico. Oltre una casa su tre dispone già di pannelli solari e, negli ultimi dodici mesi, sono state installate circa 415 mila batterie domestiche, pari a una ogni 25 abitazioni.
Bollette più leggere
L’espansione dei sistemi di accumulo sta contribuendo a ridurre il ricorso alle costose centrali a gas durante i picchi serali di domanda. Il risultato è un calo fino al 10% dei prezzi dell’elettricità in alcune aree del Paese e una riduzione del 24% della produzione elettrica da gas rispetto all’anno precedente.
Incentivi e investimenti record
Il governo guidato da Anthony Albanese ha sostenuto la diffusione delle batterie con un programma da oltre 7 miliardi di dollari australiani, puntando a raggiungere 2 milioni di sistemi installati entro il 2030. L’obiettivo è trasformare le famiglie da semplici consumatori a protagonisti attivi del mercato energetico.
Un modello osservato dal mondo
Secondo gli analisti del settore, il crollo dei costi delle batterie e i progressi tecnologici stanno rendendo possibile una rete elettrica sempre più alimentata da fonti rinnovabili. Esperienze simili stanno emergendo anche in California, Europa e Cina, dove l’accumulo energetico è considerato uno degli strumenti chiave per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
La sfida ancora aperta
Nonostante i progressi, l’Australia resta uno dei maggiori esportatori mondiali di carbone e gas. La vera sfida sarà conciliare la crescita delle energie pulite con l’abbandono graduale dei combustibili fossili, accelerando il percorso verso un sistema energetico più sostenibile e resiliente.



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