
La Thailandia punta a governare la crescente domanda energetica generata dall'intelligenza artificiale. Il governo di Bangkok ha annunciato l'introduzione di una tariffa elettrica dedicata ai data center, una misura pensata per evitare che il boom di AI, cloud computing e infrastrutture digitali si traduca in bollette più salate per cittadini e aziende.
La decisione arriva mentre molti Paesi stanno affrontando il rapido incremento dei consumi energetici legati all'espansione dei grandi centri di elaborazione dati, sempre più strategici per lo sviluppo dell'economia digitale.
Più consumi per l'IA, bollette protette
Secondo il governo thailandese, i data center rappresentano una delle principali fonti di crescita della domanda di elettricità. Per questo motivo pagheranno una tariffa specifica, che sarà definita dalla Commissione nazionale per la regolazione del mercato energetico e applicata già alle bollette emesse da agosto.
Le maggiori entrate generate dal nuovo sistema saranno utilizzate anche per sostenere i costi dell'energia destinata ai servizi pubblici, come l'illuminazione stradale e altre infrastrutture essenziali, limitando l'impatto sui consumatori domestici.
Una sfida globale per l'economia digitale
La scelta della Thailandia si inserisce in un dibattito internazionale sempre più acceso. Secondo le più recenti stime dell'International Energy Agency (IEA), il consumo di elettricità dei data center è destinato ad aumentare rapidamente nei prossimi anni, trainato dalla diffusione dell'intelligenza artificiale generativa e dei servizi cloud. Molti governi stanno quindi valutando nuovi modelli tariffari e investimenti nelle reti elettriche per garantire sicurezza energetica, sostenibilità e competitività economica.
Con questa iniziativa, Bangkok prova ad anticipare una delle principali sfide della transizione digitale: conciliare innovazione tecnologica, crescita economica e sostenibilità del sistema energetico.





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