Energia, l’Italia paga quasi il doppio di Francia e Spagna: il peso della dipendenza dal gas

Nel 2025 il prezzo dell’elettricità all’ingrosso in Italia ha raggiunto 115,9 euro/MWh, il valore più alto tra le principali borse europee. Il confronto con Parigi e Madrid è impietoso: la Francia beneficia del nucleare, la Spagna di un mix energetico più diversificato.

Energia, l’Italia paga quasi il doppio di Francia e Spagna

L’Italia continua a pagare un prezzo elevato per la propria energia elettrica. Nel 2025 il Prezzo unico nazionale dell’elettricità (Pun), cioè il valore medio del mercato all’ingrosso, si è attestato a 115,9 euro per megawattora, con un aumento del 7% rispetto al 2024.

Un livello che colloca il mercato italiano al vertice della classifica europea dei prezzi, con un divario significativo rispetto ai principali partner.

Il dato è emerso dalla relazione annuale di ARERA presentata recentemente in Parlamento.


Francia e Spagna corrono a metà prezzo

Il confronto con gli altri grandi Paesi europei evidenzia una distanza rilevante.

La Francia nel 2025 ha registrato un prezzo medio dell’elettricità all’ingrosso di circa 61,1 euro/MWh, mentre la Spagna si è fermata a 65,3 euro/MWh.

In pratica, l’Italia ha pagato quasi il doppio rispetto a due economie con cui compete direttamente sul piano industriale.

Una differenza che incide sulle imprese energivore, sulla competitività del sistema produttivo e, indirettamente, sui prezzi finali per famiglie e aziende.


Il nodo italiano: troppo gas nel mix energetico

Il principale elemento che spiega il divario è la forte dipendenza italiana dal gas naturale per la produzione elettrica.

Negli ultimi anni l’Italia ha ridotto il peso del carbone e aumentato le fonti rinnovabili, ma il gas resta ancora una componente centrale del sistema energetico nazionale.

Questo espone il Paese alle oscillazioni dei mercati internazionali, al costo delle importazioni e alle tensioni geopolitiche.

Quando il prezzo del gas sale, l’effetto si trasferisce rapidamente anche sull’elettricità.


La Francia sfrutta il vantaggio del nucleare

Il caso francese è l’opposto.

La produzione elettrica di Parigi è storicamente sostenuta da una grande flotta nucleare, che garantisce maggiore stabilità dei costi e minore esposizione ai mercati del gas.

Negli ultimi anni, però, anche la Francia ha dovuto affrontare problemi legati alla manutenzione e all’invecchiamento degli impianti, spingendo il governo a un nuovo piano di rilancio del nucleare.


La Spagna punta su rinnovabili e interconnessioni

Madrid, invece, ha costruito un mix energetico più orientato verso solare ed eolico.

La forte crescita delle rinnovabili ha contribuito a contenere i prezzi medi, soprattutto nei momenti di alta produzione da fonti pulite.

La Spagna resta comunque esposta alla volatilità del gas, ma con un sistema più flessibile rispetto a quello italiano.


La sfida per l’Italia: energia più economica per imprese e cittadini

Il tema energetico è destinato a rimanere centrale nella politica industriale europea.

Per l’Italia la sfida è duplice: accelerare lo sviluppo delle rinnovabili, aumentare gli investimenti nelle reti e ridurre la vulnerabilità legata alle importazioni di gas.

Perché il costo dell’energia non è soltanto una questione di bollette: è un fattore decisivo per la competitività dell’intero sistema economico.

Fonte
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