Il governo tratta ancora. Reddito slitta a giugno. Si riduce la platea di Quota 100

Il governo tratta. Reddito a giugno e si riduce la platea di Quota 100
Luigi Di Maio

Al vertice di lunedì sera il Governo ha preso una decisione importante. Nulla di concreto ma il cambio di direzione è evidente. Si tratta sul rinvio, probabilmente a giugno, del reddito di cittadinanza. E il restringimento della platea di "quota 100". Entrambi i provvedimenti verrano comunque varati entro Natale. In tal modo l’esecutivo pensa di ridurre il deficit e convincere l'Europa a non procedere con la procedura di infrazione. E, soprattutto, arrivare alle elezioni europee di maggio senza sanzioni.

La linea emerge al termine di un vertice di governo durato circa un'ora nella serata a Palazzo Chigi: Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Matteo Salvini firmano una nota congiunta per dire che "non è una questione di decimali" ma che, nella sostanza, si è disponibili a cambiare la manovra. 

L'idea è spostare risorse pari circa allo 0,2% del Pil (poco meno di 4 miliardi) dalle spese per reddito di cittadinanza e pensioni, agli investimenti. Intanto l'apertura del Governo a rompere il muro del 2,4% e, ovviamente, la prospettiva di ridurre il deficit ha ricevuto il plauso dei mercati: cresce la borsa, scende lo spread. 

Mentre Salvini si mostra disponibile a ritoccare “quota 100”, Di Maio subisce la pressione della Lega sul reddito di cittadinanza. La proposta più “estrema” del Carroccio prevede che la misura sia trasformata in un taglio del cuneo fiscale: non darlo, cioè, ai singoli ma direttamente alle aziende che li assumono.  

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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