Asse Di Maio-Renzi: no all’aumento dell’Iva, pressing sul deficit

Vertice notturno a Palazzo Chigi con i partiti che sostengono la maggioranza, in vista del varo della Nota di aggiornamento. Ma non c'è ancora un'intesa

Asse Di Maio-Renzi: no all’aumento dell’Iva, pressing sul deficit

Il vertice notturno a Palazzo Chigi per chiudere l’intesa di governo sul Def non è bastato. Oltre al premier, c’è il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, i capi delegazione Luigi Di Maio (M5s), Dario Franceschini (Pd), Roberto Speranza (Leu), Teresa Bellanova (Iv) e il sottosegretario Riccardo Fraccaro (M5s).

La discussione si apre con il no di Di Maio (e Renzi) a ogni aumento dell’Iva. Ad agitare la maggioranza è il nodo delle risorse per la manovra: dove trovare i fondi per scongiurare aumenti selettivi dell’Iva, senza far salire il deficit oltre il 2,2% del Pil.

Qualche ora prima del vertice Roberto Gualtieri aveva snocciolato le varie ipotesi per una manovra da 30 miliardi: “Impegno a graduale superamento dei superticket; quota 100 va ad esaurimento, auspichiamo un livello di risparmi anche superiore all'attuale ma non la aboliremo; piano sugli asili nido; resta la mini flat tax per le partite Iva ma no alla soglia dei 100 mila euro; incentivi per la moneta elettronica”. 

Fonte

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

Scopri la sezione Indicatori

(opzionale)
Paesi
www.quotedbusiness.com