Confindustria: “L’Irpef sembra progettata da Frankenstein”

Secondo la principale organizzazione datoriale, “va alleggerita la pressione sui redditi medi, eliminando i disincentivi ad aumentare il reddito, in particolare sopra i 28 mila euro”

Confindustria: “L’Irpef sembra progettata da Frankenstein”

“Oggi l’Irpef, l’imposta principale del nostro ordinamento, sembra uscita dal bisturi del Dr. Frankenstein: tenuta solo dal filo ideale di tassare il reddito personale. Serve un progetto di riforma a tutto tondo che riguardi non solo l’Irpef ma l’intero sistema fiscale”. È la valutazione di Emanuele Orsini (Confindustria per il credito, la finanza e il fisco) in audizione in commissione Finanza alla Camera.

Secondo Orsini “le risorse stanziate (2 mld l’anno) sono esigue. Recuperare risorse dall’evasione va bene, ma non offre garanzie. Servirà quindi rimodulare il prelievo nelle imposte e tra le imposte del sistema fiscale. La progressività dell’Irpef va ridisegnata, regolarizzare l’andamento delle aliquote effettive è una priorità”.

“Nel farlo – conclude - va alleggerita la pressione sui redditi medi, eliminando i disincentivi ad aumentare il reddito, in particolare sopra i 28 mila euro, soglia oltre la quale l’attuale modello produce le distorsioni più ampie. Questo sistema è un disincentivo al lavoro e alla produttività”.

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