I ‘paradisi fiscali europei’ costano all’Italia 7 mld l’anno

Se tutti i paesi europei applicassero alle aziende la stessa aliquota, quelli ad alta tassazione (Italia, Francia e Germania) incasserebbero dagli utili delle imprese il 15% delle imposte in più. Quelli a bassa tassazione (tra i quali Irlanda, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Cipro e Malta) perderebbero, invece, il 60% del relativo gettito attuale

I ‘paradisi fiscali europei’ costano all’Italia 7 mld l’anno

Secondo i calcoli del Fondo monetario internazionale, a livello mondiale, i profitti che le aziende internazionali trasferiscono nei paradisi fiscali sono pari ad oltre 650 miliardi di dollari l’anno.

E dove riappaiono? Un gruppo di economisti, fra i quali Gabriel Zucman, calcola che di quei 650 mld ben 100 siano portati in Irlanda. Poi vengono i Paesi Bassi con 57 mld di profitti (l’aliquota media effettiva sui profitti è il 10 per cento in Olanda a fronte del 19 per cento in Italia), ma anche minor vincoli ai movimenti valutari.

I ricercatori calcolano che il 40% dei profitti delle multinazionali sia trasferito verso paesi con tassazioni di favore. Per metà, si tratta di soldi che fanno capo ad azionisti statunitensi, a cominciare da quelli dei colossi del Big Tech.

Ma anche le aziende europee hanno un peso di primo piano, così come i 6 paesi dell’Ue che sono di fatto dei paradisi fiscali: Belgio, Cipro, Irlanda, Lussemburgo, Malta e Paesi Bassi. L’80% dei profitti che le multinazionali europee dirottano per motivi fiscali finisce proprio in altri paesi europei.

Il risultato? All’Italia, secondo la ricerca, il solo dumping fiscale degli altri paesi europei si traduce in 7 mld di euro l’anno di mancati incassi tributari.

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