Scende il rischio di povertà in Francia e Germania, ma aumenta in Italia

L’Italia è anche il paese con la più alta pressione tributaria e una bassa spesa sociale al netto di quella previdenziale

Scende il rischio di povertà in Francia e Germania, ma aumenta in Italia

Il mix di aumento della pressione fiscale, contrazione degli investimenti pubblici e taglio del welfare state con l’obiettivo di ridurre il debito pubblico ha finito, invece, per mettere in difficoltà gran parte dei paesi mediterranei. Emerge da un’analisi della Cgia di Mestre.

Italia

Gli sforzi non sembrano esser serviti, come evidenzia la comparazione pre e post-recessione. In Italia, ad esempio, la disoccupazione continua a rimanere sopra l’11%, mentre prima delle crisi era al 6. Gli investimenti sono scesi di oltre 20 punti percentuali e il rapporto debito/Pil è aumentato di oltre 30 punti, attestandosi nel 2017 al 131,6%.

Pressione tributaria

Il peso solo di imposte, tasse e tributi sul Pil, ovvero la pressione tributaria, in Italia si attesta al 29,6% (anno 2016). In Francia al 29,1; Austria al 27,4; Regno Unito al 27,2; Paesi Bassi al 23,6; Germania al 23,4 e Spagna al 22,1.

Spesa sociale

Al netto della spesa pensionistica, il costo della spesa sociale sul Pil (disoccupazione, invalidità, casa, maternità, sanità, assistenza, etc.) si è attestata all’11,9%. Tra i principali paesi Ue presi in esame in questa analisi, solo la Spagna ha registrato una quota inferiore (11,3% del Pil), anche se la pressione tributaria nel paese iberico è 7,5 punti inferiore a quella italiana. Tutti gli altri, invece, presentano una spesa nettamente superiore.

Povertà

Il rischio di povertà o di esclusione sociale tra il 2006 e il 2016 è aumentato in Italia di quasi 4 punti percentuali, raggiungendo il 30 per cento della popolazione (18 mln di persone). Il livello medio europeo è invece salito solo di un punto, fermandosi al 23,1 per cento. In Francia e in Germania, invece, in questi 10 anni il rischio povertà è addirittura diminuito.

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