È morto Arrigo Levi

È morto Arrigo Levi
Arrigo Levi

Arrigo Levi è morto. Giornalista conosciuto a livello internazionale, scrittore e consigliere diplomatico. Levi apparteneva a una famiglia della Comunità ebraica di Modena. Costretto nel 1942 a trasferirsi con i genitori in Argentina per sfuggire alle persecuzioni delle leggi razziali, si avvicina al giornalismo a Buenos Aires collaborando al giornale L’Italia libera  del Partito d’Azione.

Torna con la famiglia in Italia subito dopo la guerra, si laurea in Filosofia e lavora all’Unità Democratica, giornale diretto da Guglielmo Zucconi.

Trasferitosi in Israele si arruola volontario nelle brigate del Negev e partecipa alla prima guerra arabo-israeliana, scrivendo corrispondenze dal conflitto per i quotidiani Libertà, Gazzetta di Modena, e la rivista socialista Critica Sociale diretta da Ugo Guido Mondolfo.

Di nuovo in Italia, si trasferisce a Londra, dove lavora al programma Radio Londra (BBC). Poi diventa corrispondente del quotidiano torinese Gazzetta del Popolo e del Corriere d’Informazione, edizione pomeridiana del Corriere della Sera.

Nel 1960 si sposta a Mosca. Qui, fino al 1962, è corrispondente del Corriere della Sera e poi de Il Giorno fino al 1966 quando passa alla Rai. E inizia una scalata senza fine.

Dal 1969 lavora a La Stampa prima come inviato e poi come direttore. Dal 1979 al 1983 collabora con il Times. Nel 1988 è capo editorialista del Corriere della Sera e dal 1998 al 15 maggio 2013 è consigliere per le relazioni esterne del Quirinale, prima con Carlo Azeglio Ciampi e poi con Giorgio Napolitano.

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