
Potrebbe essere stata una micidiale trappola naturale a causare la morte dei cinque sub italiani alle Maldive.
Secondo una nuova ricostruzione avanzata dagli esperti di medicina subacquea, il gruppo sarebbe stato improvvisamente risucchiato all’interno del sistema di grotte sottomarine da una fortissima corrente provocata dalla particolare conformazione del sito.
L’ipotesi è quella del cosiddetto “effetto Venturi”: un fenomeno fisico che genera un potente effetto di aspirazione quando l’acqua attraversa passaggi stretti tra camere e cunicoli subacquei.
La tragedia sarebbe avvenuta a circa 50-60 metri di profondità nell’atollo di Vaavu, uno dei punti più complessi e pericolosi dell’arcipelago maldiviano.
Recuperati i primi corpi
Nelle ultime ore il team finlandese specializzato di DAN Europe, insieme alle autorità maldiviane, ha recuperato i corpi di Federico Gualtieri e della professoressa Monica Montefalcone.
Secondo quanto riferito dagli operatori, i corpi sarebbero stati trovati insieme nella parte più remota della grotta, circostanza che rafforza l’ipotesi di un improvviso intrappolamento causato dalla corrente.
Le operazioni sono estremamente delicate e vengono effettuate con attrezzature avanzate, tra cui rebreather, scooter subacquei e sistemi di supporto vitale ridondanti.
Le GoPro potrebbero chiarire gli ultimi minuti
Gli investigatori maldiviani hanno acquisito telecamere GoPro e attrezzature recuperate nella grotta.
I filmati potrebbero rivelarsi decisivi per ricostruire gli ultimi istanti dell’immersione: il percorso seguito dal gruppo, la visibilità reale sott’acqua, eventuali problemi tecnici e il momento esatto in cui i sub sarebbero stati trascinati all’interno del tunnel.
Secondo gli esperti, il gruppo non stava improvvisando un’esplorazione estrema. Le vittime erano altamente preparate, con migliaia di immersioni alle spalle e brevetti tecnici avanzati.
“Sub esperti, difficile pensare a un errore banale”
A colpire gli investigatori è proprio l’altissimo livello di esperienza del gruppo.
Monica Montefalcone, biologa marina e docente universitaria, aveva effettuato oltre 5.000 immersioni. Secondo gli specialisti, il team avrebbe probabilmente effettuato soltanto un sopralluogo visivo della grotta, senza pianificare una vera penetrazione speleosubacquea.
L’ipotesi è che uno dei sub sia stato trascinato dalla corrente e che gli altri abbiano tentato un soccorso immediato, finendo intrappolati nel sistema cavernoso, in condizioni di buio totale e visibilità quasi nulla.
La Procura di Roma apre un fascicolo per omicidio colposo
Intanto la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.
Quando le salme rientreranno in Italia verranno effettuate le autopsie e affidate ulteriori indagini per chiarire eventuali responsabilità organizzative, protocolli di sicurezza e dinamica completa dell’immersione.
Gli inquirenti ascolteranno anche i connazionali presenti a bordo della safari boat “Duke of York”, da cui era partita l’escursione.
Una delle tragedie subacquee più gravi degli ultimi anni
Il dramma delle Maldive ha sconvolto il mondo della subacquea internazionale.
Le immersioni cave e deep diving rappresentano una delle attività più tecniche e rischiose in assoluto, soprattutto in ambienti chiusi dove correnti improvvise, perdita di orientamento e consumo rapido d’aria possono trasformarsi in pochi secondi in una trappola mortale.
E proprio l’effetto Venturi, poco conosciuto fuori dagli ambienti specialistici, potrebbe ora diventare la chiave per spiegare una tragedia che continua a lasciare aperti molti interrogativi.



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