
Quattro persone arrivate in Italia sono finite sotto sorveglianza sanitaria dopo essere state esposte a una passeggera contagiata da Hantavirus, morta pochi giorni dopo il viaggio. I passeggeri, diretti a Firenze, Padova, Napoli e Reggio Calabria, erano a bordo di un volo KLM proveniente da Johannesburg via Amsterdam.
L’allerta internazionale è partita dopo il decesso di Mirjam Schilperoord, turista olandese di 69 anni, risultata positiva al raro ceppo “Andes Hantavirus”, uno dei più pericolosi al mondo.
Secondo le autorità sanitarie, altri 58 passeggeri sbarcati a Fiumicino devono ancora essere rintracciati.
Il focolaio sulla nave da crociera
L’origine del contagio sarebbe legata alla nave da spedizione “MV Hondius”, partita dal Sud America e arrivata nelle Canarie. Il primo caso sarebbe stato il marito della donna, un ornitologo olandese che avrebbe contratto il virus durante una visita naturalistica in Argentina, in un’area infestata da roditori portatori del virus.
A bordo della nave si sarebbero verificati più casi sospetti e almeno due decessi, facendo scattare protocolli sanitari internazionali e operazioni di tracciamento in diversi Paesi.
La situazione ha riportato alla memoria le prime fasi della pandemia Covid, anche se gli esperti invitano alla cautela evitando allarmismi.
Che cos’è l’Hantavirus
L’Hantavirus è una famiglia di virus trasmessi principalmente dai roditori, soprattutto attraverso urine, saliva e feci contaminate. Alcuni ceppi possono provocare gravi sindromi respiratorie o insufficienze renali.
Il ceppo andino, diffuso in Sud America, è uno dei pochi casi documentati di possibile trasmissione interumana, anche se molto più limitata rispetto al Covid-19.
I sintomi iniziali includono febbre alta, dolori muscolari, affaticamento e problemi respiratori. Nei casi più gravi può svilupparsi una sindrome polmonare con un tasso di mortalità che, secondo studi scientifici internazionali, può superare il 30%.
L’Oms rassicura: “Rischio molto basso in Europa”
Nonostante il clamore mediatico, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Centro europeo per la prevenzione delle malattie (ECDC) hanno chiarito che il rischio per la popolazione europea resta “molto basso”.
Il Ministero della Salute italiano ha confermato che i quattro passeggeri monitorati non presentano sintomi, ma resteranno sotto osservazione per precauzione.
Intanto prosegue una vasta operazione internazionale di contact tracing che coinvolge compagnie aeree, aeroporti e autorità sanitarie di più Paesi.
Perché il caso sta facendo discutere
L’episodio riaccende il dibattito globale sulla capacità di risposta sanitaria internazionale dopo l’esperienza del Covid. Sebbene l’Hantavirus non abbia la stessa contagiosità del coronavirus, la sua elevata mortalità nei casi gravi alimenta preoccupazioni e attenzione mediatica.
Gli esperti sottolineano però che non esistono al momento segnali di diffusione incontrollata o rischio pandemico.
La vicenda dimostra ancora una volta quanto il monitoraggio sanitario globale e il tracciamento rapido restino strumenti centrali nella gestione delle emergenze infettive.


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