Il cinema globale sta cambiando mappa. Le grandi produzioni non scelgono più soltanto in base al prestigio della location, ma soprattutto a costi, incentivi fiscali, infrastrutture e capacità produttiva locale.
La nuova sfida arriva da Paesi che fino a pochi anni fa erano considerati semplici scenari cinematografici e che oggi puntano a diventare veri hub industriali. Tra questi c’è il Marocco, deciso a trasformare il deserto in una nuova capitale mondiale del cinema.
Ouarzazate, la “Hollywood del deserto” accelera
A Ouarzazate, città del sud del Marocco soprannominata la “Bollywood d’Africa”, è partita la costruzione della Città internazionale del Film, un progetto pubblico finanziato dal Ministero della Cultura marocchino.
L’investimento è di circa 240 milioni di dirham, pari a quasi 24 milioni di euro, con l’obiettivo di creare un’intera filiera cinematografica: dalla scrittura alla produzione, dalla post-produzione alla formazione professionale.
Un modello che punta a trattenere localmente una quota sempre maggiore del valore generato dai grandi film internazionali.
Un ecosistema completo: dagli studios alla formazione
Il progetto si svilupperà su un’area di circa 11 ettari e comprenderà cinque grandi aree strategiche.
La prima sarà dedicata alla produzione, con studi cinematografici, infrastrutture tecniche e spazi per ospitare troupe internazionali.
La seconda riguarderà post-produzione, archivi e gestione dei contenuti digitali.
La terza sarà dedicata alla formazione di nuovi professionisti del settore, mentre la quarta punterà su innovazione, effetti speciali e tecnologie creative.
Infine, spazio anche a turismo cinematografico, ospitalità e servizi collegati alle produzioni.
Il Marocco ha già conquistato Hollywood
Ouarzazate non parte da zero.
La città ospita già gli storici Atlas Studios, fondati nel 1983, diventati negli anni una delle location più riconoscibili del cinema internazionale.
Qui sono state girate produzioni come Il Gladiatore, La Mummia, Babel e numerose scene della serie Il Trono di Spade.
Il fascino dei paesaggi marocchini, unito a costi competitivi e incentivi locali, ha già attirato alcune delle più grandi produzioni mondiali.
La sfida per Cinecittà: il cinema italiano deve reinventarsi
La crescita di nuovi poli produttivi riapre il dibattito sul futuro degli storici centri cinematografici europei.
Anche Cinecittà, simbolo del cinema italiano e internazionale, deve confrontarsi con una concorrenza sempre più aggressiva: Paesi che offrono costi inferiori, procedure più rapide e pacchetti completi per le produzioni.
La partita non riguarda solo le location, ma l’intera industria: infrastrutture, competenze, tecnologia e capacità di attrarre capitali.
Il nuovo cinema sarà globale e decentralizzato
Il futuro della produzione audiovisiva sembra sempre meno concentrato nei luoghi storici.
Accanto ai grandi poli tradizionali come Los Angeles, Londra e Roma stanno emergendo nuove destinazioni: Marocco, Europa dell’Est, Medio Oriente e Asia.
La regola è cambiata: non basta avere una grande storia da raccontare. Oggi bisogna anche offrire il luogo migliore dove trasformarla in un prodotto globale.







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