Verso la yuanizzazione della Russia

La nuova geografia valutaria della finanza russa

Verso la yuanizzazione della Russia

La posizione primaria che Pechino sta assumendo agli occhi di Mosca porta con sé una serie di effetti, tra cui uno prettamente valutario: lo yuan sta diventando sempre più popolare in Russia come riserva di valore, mezzo di pagamento e unità di conto a discapito delle monete occidentali. Sono diversi i fatti che lo confermano.

1 A settembre 2022 Gazprom ha siglato un accordo con la China National Petroleum Corporation per iniziare ad effettuare i pagamenti relativi alle forniture di gas per un 50% in rubli e l’altro 50% in yuan. Questa mossa si inserisce nel più ampio e faticoso processo di “de-dollarizzazione” da parte dei due Paesi.

2 Secondo gli ultimi dati Swift relativi al mese di novembre, la Russia risulta al quinto posto come mercato per pagamenti in yuan offshore. Alla fine del 2021 il Paese non figurava nemmeno nelle prime 15 posizioni.

3 La quota del renminbi nel mercato valutario russo è schizzata nel 2022 da meno dell’1% al 40-45% (fonte: Moex), mentre quella del dollaro si è ridotta dall’80% al 40% nello stesso periodo.

4 Un numero più elevato di banche russe sta offrendo ai propri clienti l’opzione di aprire conti in valuta cinese.

5 Il ministero delle Finanze ha deciso di raddoppiare al 60% la quota potenziale riservata allo yuan nel suo fondo sovrano da 186,5 miliardi di dollari, azzerando invece le quote per la sterlina e lo yen.

6 I grandi gruppi industriali del Paese hanno trovato nelle obbligazioni denominate in yuan, quotate per la prima volta a livello locale, un valido strumento di debito per solleticare l’appetito degli investitori domestici e soprattutto asiatici.

I rapporti tra Cina e Russia dunque viaggiano su differenti binari, anche se sotto il profilo finanziario la yuanizzazione dell’economia russa non è priva di rischi. Oltre alla minaccia di sanzioni secondarie occidentali verso la Cina, l’ostacolo principale alla diffusione dello yuan in Russia è che si tratta di un processo connesso all’internazionalizzazione del biglietto rosso come riserva di valore, mezzo di pagamento e unità di conto.

Ad ogni modo la condizione di esclusione dal dollaro per il sistema finanziario russo giocano in favore di un rafforzamento dell’utilizzo del renminbi come alternativa valutaria.

Tendenze simili potrebbero trovare un ulteriore sbocco all’interno del contesto dei Paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa). In tal senso, la yuanizzazione di Mosca dipenderà non soltanto dal rapporto bilaterale politico ed economico tra Russia e Cina, ma anche dal ruolo politico di una moneta alternativa al dollaro in un contesto di frammentazione geopolitica.

Fonte
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