Paraguay, arrestato l’ex presidente Peña: il crac di Ueno Bank diventa un caso giudiziario

Dopo la destituzione e l’insediamento di Pedro Alliana, Santiago Peña è stato fermato nella sua abitazione ad Asunción. L’inchiesta riguarda il dissesto della banca digitale, quasi 3 milioni di clienti coinvolti e circa 850 milioni di dollari di fondi pubblici.

Arrestato l’ex presidente Peña
Santiago Peña

Il terremoto finanziario di Ueno Bank travolge definitivamente la politica paraguayana. Santiago Peña, ormai ex presidente della Repubblica, è stato arrestato nella sua abitazione ad Asunción nella serata di venerdì 6 novembre, su disposizione della magistratura. Il provvedimento è arrivato mentre, al Congresso nazionale, Pedro Alliana prestava giuramento come nuovo capo dello Stato, dopo la destituzione di Peña attraverso il giudizio politico.

Secondo quanto riferito da ABC Color, l’ex mandatario resterà temporaneamente agli arresti domiciliari, sotto custodia, in attesa di comparire davanti alla Procura. L’indagine ipotizza, tra gli altri reati, lesione della fiducia, traffico di influenze e amministrazione a vantaggio personale. Si tratta di contestazioni investigative, non di responsabilità definitivamente accertate.

Ueno Bank, una crisi che coinvolge milioni di clienti

La crisi è esplosa dopo l’intervento della Banca centrale del Paraguay su Ueno Bank, uno dei principali istituti digitali del Paese. L’autorità di vigilanza ha avviato la procedura di risoluzione dopo aver rilevato un indice di solvibilità sceso al di sotto della metà del minimo previsto dalla normativa.

La banca dichiarava circa 2,9 milioni di clienti in un Paese con una popolazione di circa 6,5 milioni di abitanti. L’intervento ha provocato disservizi e temporanee difficoltà nell’accesso ai conti e nei pagamenti, alimentando proteste e preoccupazione tra i risparmiatori.

Il nodo degli 850 milioni di dollari pubblici

A rendere particolarmente grave il caso è l'esposizione delle istituzioni pubbliche. Ueno amministrava infatti circa 800-850 milioni di dollari di fondi appartenenti a enti statali e organismi previdenziali, compresi quelli destinati alla pensione e all'assistenza sanitaria.

Secondo le autorità, il sistema di garanzia dei depositi dovrebbe coprire circa il 97% dei depositanti, entro i limiti previsti. Resta tuttavia aperta la questione delle somme più elevate e, soprattutto, delle responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche.

I rapporti tra Peña e il gruppo che controllava la banca

Sotto esame anche i precedenti legami societari di Peña con il gruppo Vázquez, proprietario di Ueno. L'ex presidente aveva dichiarato di aver ceduto le proprie partecipazioni nel 2025 e ha respinto le accuse di irregolarità.

L'opposizione ha però contestato possibili conflitti d'interesse e chiesto chiarimenti sui rapporti tra il gruppo bancario, le istituzioni pubbliche e gli organismi di vigilanza. Anche l'ex presidente della Banca centrale, Carlos Carvallo, già legato in passato a Ueno, è finito al centro dell'inchiesta.

Destituzione e arresto: il Paraguay cambia presidente

La crisi ha portato alla rimozione di Peña attraverso il giudizio politico e all'insediamento del vicepresidente Pedro Alliana, che assume la guida del Paese. La successione istituzionale non ha però chiuso il caso: l'arresto dell'ex capo dello Stato segna anzi un'ulteriore escalation.

L'indagine dovrà chiarire se vi siano state interferenze politiche, controlli insufficienti o operazioni irregolari nella gestione della banca e dei fondi pubblici. Nel frattempo, le proteste e le tensioni sociali mostrano quanto la vicenda abbia compromesso la fiducia dei cittadini.

La domanda che scuote le istituzioni

Come ha potuto un istituto con milioni di clienti e centinaia di milioni di dollari di risorse pubbliche arrivare a una situazione patrimoniale tanto critica? E quali responsabilità hanno avuto i vertici della banca, gli organi di vigilanza e la politica?

Sono le domande al centro di un'inchiesta che ormai supera i confini di un dissesto bancario. Per il Paraguay è diventata una prova decisiva per la credibilità delle istituzioni, la tutela dei risparmiatori e la fiducia nel sistema finanziario.

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