
L’euro digitale potrebbe diventare una nuova forma di denaro pubblico per i cittadini dell’area euro, accessibile ovunque e in qualsiasi momento. A dirlo è Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE e responsabile del progetto, intervenuto alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario. L’obiettivo è ambizioso: creare uno strumento universale, accettato ovunque e senza costi per le funzioni di base.
Sicurezza e privacy come il cash, ma in versione digitale
Secondo Cipollone, il digital euro combinerebbe la comodità dei pagamenti elettronici con la fiducia, la sicurezza e la privacy del contante. Un tema centrale nel dibattito pubblico: la BCE insiste sul fatto che la nuova valuta non sarà uno strumento di sorveglianza finanziaria, ma una forma complementare al contante fisico.
Commissioni più basse per le piccole imprese
Uno dei vantaggi più concreti riguarda i commercianti. Oggi le piccole imprese pagano commissioni sui pagamenti elettronici fino a quattro volte superiori rispetto ai grandi retailer. Con l’euro digitale, i costi potrebbero dimezzarsi, aumentando il potere contrattuale dei piccoli esercenti nei confronti dei circuiti di pagamento e delle banche.
Pagamenti istantanei e offline: addio blackout dei POS
Il digital euro consentirebbe pagamenti immediati e funzionerebbe anche senza connessione Internet, una funzione pensata per emergenze, aree rurali o blackout tecnologici. Una caratteristica chiave che lo avvicina al contante fisico e rafforza la resilienza dei sistemi di pagamento europei.
La partita strategica: sovranità monetaria e geopolitica
Il progetto non è solo tecnologico ma geopolitico. Bruxelles e Francoforte vogliono ridurre la dipendenza dai circuiti extraeuropei come Visa e Mastercard e rafforzare la sovranità monetaria dell’Unione. Il Parlamento europeo ha recentemente ribadito il sostegno a un euro digitale utilizzabile sia online che offline, con un possibile lancio operativo entro la fine del decennio, se il quadro normativo sarà approvato.
Verso il lancio: tempi e sfide
La BCE punta a una fase di test tra il 2027 e il 2028, con l’obiettivo di una piena emissione intorno al 2029. Ma il progetto divide politica, banche e opinione pubblica: tra entusiasmo per l’innovazione e timori per il controllo dei pagamenti, la battaglia sul digital euro è appena iniziata.





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