
Le tensioni geopolitiche e l’aumento dei prezzi dell’energia stanno modificando le aspettative dei mercati sulla politica monetaria europea.
Secondo le nuove stime raccolte da Bloomberg, gli investitori ritengono sempre più probabile che la Banca Centrale Europea debba intervenire con due rialzi dei tassi di interesse nel corso del 2026.
Fino a pochi giorni fa i mercati scontavano una sola stretta monetaria, ma l’impennata del petrolio legata alla crisi tra Iran e le potenze occidentali ha riacceso i timori di una nuova pressione inflazionistica.
Possibile primo rialzo già entro giugno
Secondo le indicazioni che emergono dai mercati finanziari, i due interventi potrebbero essere da 25 punti base ciascuno.
La prima decisione della BCE potrebbe arrivare già entro giugno, anticipando il ritorno a una politica monetaria più restrittiva se l’inflazione dovesse accelerare nei prossimi mesi.
Le banche centrali stanno infatti monitorando con attenzione l’andamento dei prezzi energetici, uno dei principali fattori che influenzano l’inflazione nell’Eurozona.
Il petrolio torna a spingere l’inflazione
Il rialzo delle quotazioni del greggio è legato alle crescenti tensioni nel Medio Oriente, che stanno aumentando il rischio di interruzioni nelle forniture energetiche globali.
I prezzi del petrolio sui mercati internazionali, come il Brent, reagiscono in modo particolarmente sensibile a qualsiasi instabilità nell’area del Golfo Persico, dove si concentrano alcune delle principali rotte energetiche mondiali.
Un aumento prolungato dei prezzi dell’energia potrebbe riflettersi su trasporti, produzione industriale e bollette, alimentando nuove pressioni inflazionistiche.
Anche la Bank of England sotto pressione
Non solo l’Europa continentale. Anche la politica monetaria del Regno Unito potrebbe cambiare nei prossimi mesi.
Secondo le valutazioni dei mercati, la Bank of England avrebbe ora circa il 70% di probabilità di aumentare i tassi di interesse entro la fine dell’anno.
Il Regno Unito resta infatti una delle economie avanzate più esposte alle oscillazioni dell’inflazione, in particolare per quanto riguarda i costi energetici e alimentari.
Politica monetaria globale in una fase delicata
Le nuove aspettative sui tassi indicano che la fase di allentamento monetario potrebbe essere più breve del previsto.
Dopo anni di politiche restrittive per combattere l’inflazione post-pandemia, molte banche centrali stanno ora cercando un equilibrio tra: stabilità dei prezzi; crescita economica; gestione dei rischi geopolitici.
In questo contesto, l’andamento del petrolio e delle tensioni internazionali potrebbe diventare uno dei principali fattori in grado di influenzare le decisioni delle banche centrali nei prossimi mesi.






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