Svolta politica a Strasburgo: l’Europarlamento definisce l’euro digitale “essenziale per la sovranità europea”


Via libera a due emendamenti chiave sul progetto della moneta digitale della BCE. Tridico esulta: “Basta dipendenza da Visa e Mastercard”. Divisa la politica italiana ed europea.

Euro digitale, l’Europarlamento lo definisce “essenziale”

Il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza due emendamenti alla relazione annuale della Banca centrale europea (BCE) che rafforzano il sostegno politico all’euro digitale, definendolo uno strumento strategico per la sovranità dell’Unione nei pagamenti. I testi, a prima firma dell’eurodeputato M5S Pasquale Tridico, puntano a ridurre la dipendenza da infrastrutture finanziarie extraeuropee e a garantire un accesso universale ai pagamenti digitali per cittadini ed esercenti.

Sovranità nei pagamenti: il nodo geopolitico

Secondo Tridico, la dipendenza europea da provider non europei rappresenta un rischio strutturale:“Tra i primi dieci sistemi di pagamento più utilizzati in Europa, nessuno è europeo. È un costo occulto per i cittadini e un fattore di instabilità”. L’euro digitale, nelle intenzioni del legislatore europeo, dovrebbe garantire un’infrastruttura pubblica europea di pagamento, alternativa a colossi globali come Visa, Mastercard e big tech.

Euro digitale online e offline: la svolta inclusiva

Gli emendamenti approvati sottolineano l’importanza di un euro digitale utilizzabile sia online sia offline, per evitare nuove forme di esclusione finanziaria e assicurare pagamenti anche in situazioni di emergenza o senza connessione. La plenaria ha respinto l’idea di subordinare la moneta digitale al fallimento delle iniziative private, ribadendo il ruolo pubblico della BCE nel progetto.

Il fronte politico: Italia ed Europa divise

Il voto ha evidenziato fratture politiche. Favorevoli: M5S, PD, AVS, Forza Italia, Fratelli d’Italia. Contrari o astenuti: Lega e Roberto Vannacci. A livello europeo, anche nel PPE non è mancata la divisione, con alcuni eurodeputati nordici e dell’Est contrari o astenuti.

BCE e Commissione: verso il lancio entro il 2029

La Banca centrale europea spinge per accelerare l’iter legislativo, con l’obiettivo di lanciare l’euro digitale entro la fine del decennio, una volta approvato il quadro normativo. Il progetto, già in fase avanzata di test e sviluppo tecnico, mira a rafforzare la resilienza del sistema finanziario europeo e a contrastare il declino dell’uso del contante.

Privacy e accesso universale: le sfide

Uno dei nodi chiave resta la tutela della privacy. Gli emendamenti insistono sul rispetto degli standard europei di protezione dei dati, con funzionalità offline pensate per garantire anonimato e inclusione finanziaria.

Il messaggio politico: autonomia strategica europea

L’euro digitale si inserisce nella più ampia strategia di autonomia strategica dell’UE, insieme a difesa, energia e tecnologia. La moneta digitale della BCE è vista come un tassello per rafforzare la capacità dell’Europa di agire come potenza economica e geopolitica autonoma.

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