Von der Leyen e Lagarde: ha vinto la Troika. Anche grazie all’Italia

Von der Leyen e Lagarde: ha vinto la Troika

Data per morta, invece ha vinto ancora: è l’austerity. Due note rigoriste sono state nominate per le due cariche più importanti dell’Ue. Se l’obiettivo del governo italiano era ribaltare il tavolo degli eurocrati, si ritrova invece con due falchi dell’austerità. La tedesca Ursula Von Der Leyen è talmente estrema che l’allora ministro dell’Economia tedesco, il rigorista Wolfgang Schauble prese le distanze da alcune sue scelte.

Per non parlare di Christine Lagarde alla Bce che di quella troika ha fatto parte come presidente dell'Fmi. Sono i due nomi peggiori per chi vuole cambiare i vincoli di bilancio. E l’Italia ha deciso allearsi con il gruppo di Visegrad e seguirne la linea affossando l’olandese socialista Frans Timmermans, forse l’unico (tra i nomi in gioco) che non ha il dogma del rigore di bilancio. E lo ha fatto in cambio di una vicepresidenza e di un commissario alla Concorrenza.

Un vincitore però c'è. Si chiama Emmanuel Macron. Dal primo giorno ha tenuto in mano il negoziato. Prima ha fatto terra bruciata attorno al favorito Weber, poi ha concluso un accordo blindato con Germania, Spagna e Paesi Bassi che avrebbe accontentato tutti, tranne Visegrad.

Dopo la rivolta dei leader Ppe contro Merkel, il capo dell'Eliseo ha trovato il nome nella notte. Ha tirato fuori lui il nome del titolare tedesco alla Difesa. Merkel non poteva dire di no alla sua delfina, l’unica ministra da sempre presente nei suoi 14 anni di governo. E, soprattutto, Macron è riuscito a tenere per se la Bce.

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