Per uscire dalla crisi l’Ue potrebbe aver bisogno di un nuovo ‘Piano Marshall’. Sarà cinese questa volta?

L’Ue potrebbe aver bisogno di un nuovo ‘Piano Marshall’

Adesso che la pandemia del Covid-19 sta sconvolgendo il mondo, in molti hanno iniziato a chiedersi cosa accadrà quando questa crisi sarà terminata e quale sarà l’eredità che la gestione della pandemia ci lascerà. I presupposti sono infausti visto che il rischio di una grave recessione globale incombe. L’Europa ha intanto chiuso le frontiere – il che avrà un impatto importante sul Pil comunitario – e sospeso il Patto di stabilità.

Qualcuno nei giorni scorsi ha sostenuto che ci vorrebbe una Bce più europeista di Draghi. Ma la prospettiva è stata spazzata via dalle parole pronunciare da Christine Lagarde nei giorni scorsi. Poi il gesto a sorpresa: un piano straordinario di quantitative easing (il programma di acquisto titoli) da 750 miliardi di euro.

Resta comunque il fatto che la Bce e le altre banche centrali hanno le armi spuntate dal bassissimo livello dei tassi di interesse. E se attraverso la politica monetaria non si potrà dunque fare molto, allora non resta che quella fiscale. Il che vuol dire maggior deficit nei singoli paesi. Ma il problema in realtà non è questo. O meglio non è soltanto questo.

È che servirebbero molti più fondi di quelli che l’Ue (sia a livello comunitario che domestico) sembra in grado di mobilitare. I roboanti numeri sciorinati in questi giorni, fra gli altri, dai governi di Roma, Parigi e Madrid potrebbero non essere sufficienti. Per questo il premier Conte ha avanzato la proposta dei ‘coronavirus bond’.

La prima reazione alla proposta del presidente del Consiglio è stata quella di Angela Merkel (che ha ricordato come non sia ancora stato deciso nulla”, stoppando così le speranze di Conte) e non Ursula von der Leyen. Cio’ non sorprende in realtà. La Commissione europea è formalmente l’organo di governo dell’Ue ma il potere che conta davvero è al Consiglio europeo, dove siedono i capi di governo dei 27.

Quindi? Per il dopo coronavirus c’è chi vede un nuovo “piano Marshall” in abiti cinesi. È una prospettiva non impossibile. La Cina ha in effetti tutto l’interesse in una ripresa dell’Occidente - e non solo (si pensi all’Africa) - per evitare che i suoi faraonici piani infrastrutturali vadano in fumo. E che il commercio mondiale riprenda a pieno ritmo. Per ora sono arrivate in Italia equipe mediche e tonnellate di materiali sanitari.

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