Missili russi “high-tech”, ma con tecnologia occidentale

Per costruire l’Oreshnik Mosca usa ancora macchinari tedeschi e giapponesi, aggirando le sanzioni

Missili russi “high-tech”, ma con tecnologia occidentale

Mosca ha affermato nelle scorse settimane di aver colpito “obiettivi strategici” in Ucraina, usando anche un missile di ultima generazione Oreshnik, che può trasportare testate nucleari e raggiungere una velocità di 13mila chilometri all’ora. Dietro l’Oreshnik si nasconde una dipendenza critica dalla tecnologia occidentale. A rivelarlo è un’inchiesta del Financial Times, pubblicata nel mese di dicembre del 2024, che ricostruisce come i produttori russi del missile continuino a utilizzare strumenti industriali avanzati di origine tedesca e giapponese, teoricamente vietati dalle sanzioni.

Annunci di lavoro che svelano la filiera

Due istituti chiave dell’industria militare russa – il Moscow Institute of Thermal Technology (MITT) e Sozvezdie – indicati dall’intelligence ucraina come sviluppatori dell’Oreshnik, hanno pubblicato annunci di lavoro esplicitamente rivolti a tecnici esperti in sistemi CNC occidentali. Nei requisiti compaiono marchi come Fanuc (Giappone), Siemens e Heidenhain (Germania), leader mondiali nei sistemi di controllo per macchine utensili ad altissima precisione.

Il nodo CNC: il cuore della produzione militare

Il controllo numerico computerizzato (CNC) è una tecnologia cruciale per la produzione di missili balistici: consente di modellare metalli con precisione micrometrica e velocità elevate. Senza questi sistemi, la fabbricazione di componenti complessi come quelli dell’Oreshnik diventerebbe più lenta, costosa e meno affidabile. Secondo gli esperti, limitare l’accesso russo ai controller CNC occidentali potrebbe rallentare sensibilmente la capacità produttiva militare di Mosca.

La via cinese non basta

Nonostante la Russia importi grandi quantità di macchine utensili dalla Cina, i controller che le fanno funzionare restano in larga parte occidentali. Un’analisi del Consiglio per la Sicurezza Economica dell’Ucraina mostra che, su 12 nuovi modelli CNC presentati da aziende cinesi nel 2024, 11 montavano componenti giapponesi o tedeschi. In altre parole: Pechino fornisce l’involucro, ma il cervello resta europeo o nipponico.

Le sanzioni aggirate (e i numeri)

Secondo i documenti analizzati dal Financial Times, almeno 3 milioni di dollari di componenti CNC occidentali sono entrati in Russia dall’inizio del 2024, spesso passando per triangolazioni via Cina.

Un’arma politica oltre che militare

Putin ha presentato l’Oreshnik come una risposta diretta all’uso di armi occidentali da parte dell’Ucraina contro obiettivi in territorio russo, vantando una presunta invincibilità del missile, capace – secondo il Cremlino – di superare Mach 10 e di essere “impossibile da intercettare”. Ma il retroscena tecnologico racconta una storia diversa: senza know-how e macchinari occidentali, il supermissile russo rischierebbe di restare sulla carta.

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