
Per diecimila anni abbiamo allevato le mucche senza mai attribuire loro particolari capacità cognitive. Ora, una ricerca scientifica rischia di ribaltare questa convinzione. I bovini sono in grado di usare utensili, adattandoli allo scopo: una scoperta che apre scenari inediti sul loro livello di intelligenza.
La protagonista si chiama Veronika
Veronika vive in un piccolo borgo dell’Austria ed è diventata, suo malgrado, un caso scientifico internazionale. Gli studiosi hanno osservato la mucca mentre utilizzava una scopa di legno per grattarsi, scegliendo consapevolmente l’estremità più adatta in base alla parte del corpo da raggiungere.
La ricerca dell’Università di Vienna
Lo studio è stato coordinato da Alice Auersperg, biologa cognitiva presso l’Università di Medicina Veterinaria di Vienna, ed è stato pubblicato sulla rivista scientifica Current Biology. È il primo lavoro scientifico a documentare l’uso di utensili nei bovini.
Un uso flessibile e intenzionale
Secondo i ricercatori, Veronika alternava l’estremità con le setole a quella opposta della scopa: la prima per grattare alcune zone del corpo, la seconda per raggiungere la parte inferiore. Un comportamento che rivela flessibilità cognitiva e adattamento allo scopo, qualità finora attribuite quasi esclusivamente ai primati.
Un fenomeno mai osservato prima
La ricerca parla di un utilizzo “straordinariamente multiforme” dello strumento, sottolineando come un simile comportamento non fosse mai stato segnalato nei mammiferi non primati. Un risultato che obbliga la comunità scientifica a riconsiderare le capacità cognitive degli animali da allevamento.
Un gesto ripetuto e funzionale
Durante il periodo di osservazione, Veronika ha ripetuto il comportamento 76 volte, probabilmente per alleviare prurito e irritazioni causate dalle punture di insetti. Non un gesto casuale, dunque, ma un’azione mirata e reiterata.
Non un caso isolato
Gli studiosi hanno individuato comportamenti simili anche in video online di altri bovini, in particolare nei tori Brahman, una razza originaria dell’Asia. Indizi che suggeriscono come l’uso di utensili nei bovini possa essere più diffuso di quanto si pensasse.
“Dobbiamo cambiare sguardo”
“È un comportamento che dovrebbe indurci a guardare gli animali da allevamento in modo diverso”, spiega Auersperg. Una frase che va oltre la scienza e tocca il dibattito etico sul rapporto tra uomo e animali.









