Drone cinese oltre l’Everest: record mondiale a 8.861 metri. Una svolta per la ricerca sul clima

Il DJI EV50 supera la vetta più alta del pianeta durante una missione scientifica sull'Himalaya. L'obiettivo è analizzare gli inquinanti atmosferici nella troposfera con una precisione finora irraggiungibile dai velivoli tradizionali.

Drone cinese oltre l’Everest: record mondiale a 8.861 metri

La Cina segna un nuovo traguardo nel settore dei droni ad alta quota. Il DJI EV50 ha raggiunto 8.861 metri di altitudine, superando la cima del Monte Everest e stabilendo un risultato che apre nuove prospettive per la ricerca scientifica in ambienti estremi.

Il volo è stato realizzato nell'ambito di una spedizione scientifica cinese dedicata allo studio dell'atmosfera sopra la catena himalayana, una delle aree più difficili da monitorare al mondo.

Obiettivo: studiare l'atmosfera senza alterare i campioni

La missione aveva un obiettivo preciso: raccogliere campioni dell'aria e misurare la presenza di inquinanti atmosferici nell'alta troposfera, una regione fondamentale per comprendere i cambiamenti climatici, il trasporto degli aerosol e l'evoluzione della qualità dell'aria su scala globale.

A differenza di aerei ed elicotteri, i droni possono operare con un impatto molto più ridotto sui campionamenti, evitando che turbolenze e gas di scarico alterino i dati raccolti.

Dodici giorni in condizioni estreme

Nel corso della spedizione, durata 12 giorni, il drone ha affrontato alcune delle condizioni operative più impegnative al mondo: pressione atmosferica estremamente bassa, temperature ben al di sotto dello zero e forti venti d'alta quota.

Il velivolo ha completato 32 missioni di decollo e atterraggio, di cui dodici dedicate al trasporto degli strumenti scientifici, effettuando una salita continua di 3.730 metri fino a raggiungere la quota record di 8.861 metri.

Una nuova frontiera per la ricerca ambientale

Secondo il team scientifico, è la prima volta che una spedizione cinese utilizza un drone per effettuare osservazioni di precisione degli inquinanti atmosferici a queste altitudini.

L'impiego di velivoli senza pilota in ambienti estremi rappresenta una delle principali evoluzioni della ricerca climatica: i droni consentono infatti di raccogliere dati con maggiore frequenza, costi inferiori e rischi ridotti rispetto alle missioni con equipaggio.

Droni sempre più protagonisti della ricerca scientifica

Negli ultimi anni i droni sono diventati strumenti indispensabili non solo per rilievi topografici, agricoltura di precisione e protezione civile, ma anche per il monitoraggio dei ghiacciai, degli ecosistemi e dell'atmosfera. Le missioni in alta quota come quella condotta sull'Everest potrebbero migliorare la comprensione degli effetti del cambiamento climatico sull'Himalaya, una regione cruciale per le risorse idriche di oltre un miliardo di persone in Asia.

Il record del DJI EV50 conferma inoltre il rapido progresso della tecnologia aeronautica cinese, sempre più orientata verso applicazioni scientifiche, ambientali e industriali ad alta complessità.

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