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Sembra una scena da film di fantascienza, ma è accaduto durante un normale collaudo a Shaoxing, nella provincia cinese dello Zhejiang.
Un umanoide prodotto da Unitree Robotics, una delle aziende cinesi più avanzate nel settore, ha improvvisamente iniziato a sferrare una serie di calci in rapida successione, alcuni dei quali hanno sfiorato l’ingegnere che stava effettuando il test. L’episodio è stato ripreso dalle telecamere di sicurezza il 7 settembre e rilanciato sui social.
Dal kung-fu all’inchino
La sequenza ha rapidamente fatto il giro del web: dopo i movimenti apparentemente incontrollati, il robot ha concluso la singolare performance con un inchino verso l’ingegnere, trasformando un potenziale incidente in una scena surreale.
Ma dietro l’aspetto quasi comico del video c’è una questione molto seria: quanto sono realmente sicuri i robot umanoidi quando interagiscono con gli esseri umani?
La Cina corre nella robotica
L’episodio arriva mentre la Cina sta investendo massicciamente nella cosiddetta embodied AI, l’intelligenza artificiale capace di percepire e agire direttamente nel mondo fisico.
Unitree è uno dei protagonisti di questa corsa. L’azienda, con sede a Hangzhou, produce robot quadrupedi e umanoidi come G1 e H1 e ha progressivamente trasformato i robot umanoidi in uno dei principali motori della propria attività.
Secondo Reuters, nel 2025 Unitree avrebbe venduto circa 5.500 robot umanoidi, mentre la Cina ha ormai assunto una posizione dominante nella produzione mondiale di queste macchine.
Non è soltanto spettacolo
La rapidità dei progressi è impressionante. Nel 2026 robot umanoidi cinesi sono stati protagonisti di gare di corsa, calcio, sollevamento pesi e altre prove durante i World Humanoid Robot Games di Pechino.
Un altro robot cinese, il TianGong Ultra, ha addirittura corso i 100 metri in 8,64 secondi, superando il record mondiale di Usain Bolt. Ma il vero obiettivo dell’industria è molto meno spettacolare: portare gli umanoidi nelle fabbriche, nei servizi, nella logistica e, in prospettiva, nelle abitazioni.
Il problema è l’affidabilità
È proprio qui che episodi come quello di Shaoxing diventano importanti.
Un robot può eseguire un salto, una capriola o una sequenza di arti marziali in condizioni controllate. Molto più difficile è garantire che sappia fermarsi, reagire correttamente a un imprevisto e distinguere sempre un essere umano da un ostacolo in un ambiente reale.
La stessa Unitree ammette che i robot umanoidi non sono ancora pronti per una diffusione di massa. Il CEO Wang Xingxing ha indicato una finestra di 2-10 anni per arrivare a robot capaci di svolgere gran parte delle attività domestiche in ambienti non strutturati.
Una corsa che vale miliardi
L'interesse economico è enorme. Unitree ha debuttato nel 2026 alla Borsa di Shanghai con una performance spettacolare, mentre gli investitori scommettono sulla crescita dell'intelligenza artificiale incorporata nei robot.
Ma la valutazione finanziaria e la tecnologia disponibile oggi non coincidono necessariamente: molti umanoidi sono ancora utilizzati soprattutto per ricerca, dimostrazioni e attività sperimentali.
La domanda che resta
Il robot di Shaoxing non ha certamente “deciso” di attaccare l’ingegnere. È molto più probabile che si sia verificato un problema nella sequenza di movimento, nel controllo remoto o nell’esecuzione del test.
Ed è proprio questo il punto.
Nella robotica del futuro, la vera rivoluzione non sarà far camminare un robot come un essere umano. Sarà riuscire a farlo comportare in modo prevedibile, sicuro e affidabile quando qualcosa va storto.
Il futuro degli umanoidi, insomma, non dipenderà soltanto da quanto saranno intelligenti.
Dipenderà da quanto sapranno non dare calci a chi li sta costruendo.










