
Il Regno Unito si prepara a introdurre un divieto di accesso ai social media per i minori di 16 anni. L’annuncio del premier Keir Starmer segna un nuovo passo nella crescente attenzione dei governi verso la tutela dei più giovani nell’ecosistema digitale. La proposta punta a ridurre l’esposizione degli adolescenti a contenuti pericolosi, fenomeni di dipendenza e interazioni potenzialmente rischiose online.
L’esempio australiano
La scelta britannica segue il modello adottato dall’Australia, che nel 2025 è diventata il primo Paese al mondo a vietare l’utilizzo delle principali piattaforme social agli under 16. La normativa coinvolge servizi come Facebook, Instagram, TikTok, Snapchat, X, Threads e YouTube, imponendo alle aziende rigorosi sistemi di verifica dell’età e prevedendo pesanti sanzioni in caso di inadempienza.
Secondo le autorità australiane, nei primi mesi di applicazione della legge milioni di account riconducibili a minori sono stati rimossi o disattivati. Tuttavia, restano dubbi sulla reale efficacia del provvedimento, poiché molti ragazzi continuano ad accedere alle piattaforme attraverso profili alternativi o servizi meno controllati.
L’Europa osserva e valuta
Anche in Europa il tema è sempre più centrale. La Spagna sta lavorando a una normativa che punta a limitare l’accesso ai social per gli under 16, mentre altri Paesi stanno valutando misure analoghe nell’ambito di strategie più ampie contro disinformazione, hate speech e contenuti nocivi.
Il Regno Unito, inoltre, intende introdurre ulteriori restrizioni per i minori di 18 anni, limitando funzionalità considerate particolarmente sensibili, come le chat con sconosciuti, i messaggi a scomparsa, la geolocalizzazione e alcuni chatbot basati sull’intelligenza artificiale.
Una sfida globale per la salute mentale dei giovani
Negli ultimi anni numerose ricerche internazionali hanno evidenziato il legame tra uso intensivo dei social media e aumento di problemi legati ad ansia, depressione, isolamento sociale e disturbi del sonno tra gli adolescenti. Per questo motivo cresce la pressione sui governi affinché adottino strumenti più efficaci di protezione.
Resta però aperta la questione più importante: i divieti saranno sufficienti? Molti esperti ritengono che la risposta passi anche attraverso educazione digitale, responsabilità delle piattaforme e maggiore coinvolgimento delle famiglie.
Il futuro della rete passa dalla tutela dei minori
La stretta sui social media rappresenta uno dei temi più delicati dell’agenda tecnologica globale. Tra esigenze di sicurezza, libertà digitali e responsabilità delle Big Tech, il confronto è destinato a intensificarsi nei prossimi anni, ridefinendo il rapporto tra giovani e mondo digitale.









