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Negli ultimi giorni il dato ha iniziato a circolare con insistenza anche sui social network, rilanciato da pagine europee di analisi economica come Parlons Finance. Un segnale chiaro: non è passato inosservato nemmeno fuori dai confini italiani. L’Italia ha infatti raggiunto un traguardo storico, superando il Giappone e diventando la quarta potenza mondiale per valore delle esportazioni, alle spalle solo di Cina, Stati Uniti e Germania.
Dal settimo al quarto posto in dieci anni
Nel biennio 2024-2025, il valore complessivo dell’export italiano ha superato quello giapponese. Un risultato tutt’altro che scontato se si considera che solo dieci anni fa l’Italia occupava la settima posizione mondiale. Il sorpasso segna un cambio di scenario simbolico: davanti a un Paese che per decenni è stato considerato una delle grandi potenze industriali globali, oggi c’è la manifattura italiana.
Un sorpasso congiunturale, non un miracolo
Il balzo dell’Italia non va però interpretato come un’improvvisa esplosione di ricchezza o come una crescita strutturale definitiva. Si tratta piuttosto di una combinazione di fattori congiunturali. Da un lato, la tenuta dell’export italiano, trainato da meccanica, agroalimentare, farmaceutica e lusso. Dall’altro, il rallentamento dell’economia giapponese, penalizzata dalla debolezza dello yen, dal calo della domanda interna e da una transizione industriale complessa.
Il ruolo del cambio
Il confronto è espresso in valori nominali e in euro, e quindi risente anche degli effetti del cambio valutario. In questa fase l’Italia ha intercettato meglio la domanda internazionale, mentre il Giappone ha attraversato un momento più difficile. È dunque la fotografia di un ciclo economico, non una classifica definitiva della forza economica dei due Paesi.








