
Manca solo l’annuncio formale, atteso nelle prossime ore da Donald Trump, ma l’accordo è ormai definito: l’Italia entrerà nel Board of Peace incaricato di supervisionare l’amministrazione transitoria della Striscia di Gaza. Un passaggio politico di primo piano, destinato a dare a Roma un ruolo centrale nel delicato dossier mediorientale.
La conferma dai mediatori sul campo
La notizia, anticipata dai media arabi, è stata confermata da Bishara Bahbah, capo del comitato Arab Americans for Peace e mediatore attivo a Gaza, in un’intervista al quotidiano panarabo Asharq Al-Awsat. Secondo Bahbah, la composizione del Board è ormai definita e l’ingresso dell’Italia rappresenta una scelta strategica condivisa dagli Stati Uniti e dagli attori regionali.
La diplomazia di Palazzo Chigi
Dietro il risultato c’è una tela diplomatica condotta da Palazzo Chigi nelle ultime settimane. L’obiettivo: assicurare all’Italia un posto nel Consiglio che avrà un ruolo chiave non solo nella gestione della fase post-conflitto, ma soprattutto nella ricostruzione politica, istituzionale ed economica di Gaza.
Davos, palcoscenico globale
Il debutto internazionale dell’Italia nel Board è destinato a coincidere con il Forum economico mondiale di Davos, dove Giorgia Meloni incontrerà nuovamente Donald Trump. Un faccia a faccia che potrebbe sancire pubblicamente l’intesa e rafforzare l’asse politico tra Roma e Washington su uno dei dossier più sensibili dello scenario globale.
Un ruolo chiave nella ricostruzione
L’ingresso nel Board of Peace proietta l’Italia tra gli attori centrali del futuro di Gaza, in una fase in cui si incrociano sicurezza, aiuti umanitari, governance e investimenti per la ricostruzione. Un ruolo che rafforza il peso internazionale di Roma e ne consolida la posizione come ponte diplomatico nel Mediterraneo allargato.


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