Mercosur, cosa succede dopo lo stop del parlamento e il rinvio alla Corte Ue

Per soli 10 voti, il parlamento Ue ha approvato il rinvio del trattato Ue-Mercosur alla Corte Europea di Giustizia. Ora i tempi si allungano di diversi mesi

Mercosur, cosa succede dopo lo stop del parlamento

Con 334 voti favorevoli, 324 contrari e 11 astensioni, il Parlamento europeo ha approvato il rinvio alla Corte di giustizia dell’Unione europea dell’accordo di libero scambio tra Ue e Mercosur. Una decisione presa il 21 gennaio che congela la ratifica di uno dei dossier commerciali più ambiziosi della storia comunitaria.

Agricoltori in festa a Strasburgo

L’esito del voto è stato accolto dalle grida di gioia di circa 600 agricoltori riuniti davanti alla sede dell’Europarlamento. Solo il giorno prima, migliaia di manifestanti avevano protestato contro l’intesa, temendo l’arrivo sul mercato europeo di prodotti agricoli sudamericani a basso costo.

Uno stop che può durare a lungo

Il rinvio alla Corte di Lussemburgo rischia di ritardare di oltre un anno e mezzo il voto finale. Prima di qualsiasi via libera, i giudici dovranno esprimersi sulla base giuridica dell’accordo, sia per la parte commerciale provvisoria sia per quella di partenariato più ampia. Nel frattempo, il Parlamento potrà continuare l’esame dei testi, ma senza approvarli.

Commissione delusa, Berlino critica

La Commissione europea ha espresso “profonda delusione”, pur senza escludere la possibilità di applicare l’accordo in via provvisoria. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, grande sostenitore dell’intesa, ha definito la decisione “deplorevole” e ha invitato Bruxelles ad andare avanti. Di segno opposto la posizione della Francia, che ha accolto favorevolmente lo stop.

Un accordo da record

Negoziato dal 1999, l’accordo Ue-Mercosur punta a creare la più grande area di libero scambio del mondo, coinvolgendo oltre 700 milioni di consumatori tra Europa, Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay. Secondo le stime della Commissione, avrebbe consentito alle imprese europee di risparmiare circa 4 miliardi di euro l’anno in dazi.

Cosa prevede l’intesa

Il trattato prevede la liberalizzazione del 90% delle importazioni industriali europee nel Mercosur e del 93% dei prodotti agricoli, abbattendo dazi oggi elevati su auto, macchinari, chimica e farmaceutica. In cambio, l’Ue ridurrebbe progressivamente le tariffe su carne bovina, pollame, zucchero, riso, miele e soia sudamericani.

Agricoltura al centro dello scontro

Proprio l’impatto sull’agricoltura europea è il nodo politico più sensibile. I detrattori temono una concorrenza sleale da parte di prodotti non sempre conformi agli standard ambientali e sanitari Ue. Le pressioni nazionali hanno pesato più delle appartenenze politiche: emblematico il caso dei deputati francesi, compatti nel votare per il rinvio.

Una mossa “anti-Trump” mancata

Il capogruppo del Ppe Manfred Weber aveva tentato fino all’ultimo di evitare lo stop, definendo l’accordo una “mossa anti-Trump” in un contesto segnato dalla minaccia di nuovi dazi Usa. L’argomento però non è bastato a convincere gli indecisi.

Un’Europa divisa tra apertura e consenso

Il caso Mercosur fotografa un’Unione europea attraversata da tensioni profonde: tra ambizioni globali e fragilità interne, tra liberalizzazione dei mercati e difesa dei settori più esposti. Per ora, il grande accordo resta fermo. In attesa del verdetto della Corte Ue. E di una sintesi politica che l’Europa deve ancora trovare.

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