“Croce e delizia” del colonialismo: l’Olanda condannata a proteggere Bonaire

Storica sentenza all’Aja: i Paesi Bassi devono difendere l’isola caraibica dagli effetti del riscaldamento globale e fissare obiettivi climatici vincolanti per tutta l’economia

L’Olanda condannata a proteggere Bonaire

I Paesi Bassi devono fare di più per proteggere gli abitanti di Bonaire dal cambiamento climatico. Lo ha stabilito il 28 gennaio il tribunale dell’Aja, ordinando al governo olandese di adottare misure concrete contro l’innalzamento del livello del mare e di definire obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni di gas serra per l’intera economia nazionale.

Bonaire: un’isola olandese nei Caraibi

Dal punto di vista amministrativo, Bonaire è una municipalità speciale del Regno dei Paesi Bassi, pur trovandosi nei Caraibi. Una condizione che, secondo i giudici, non può giustificare un trattamento diverso rispetto ai cittadini residenti nel territorio europeo.

“Discriminazione climatica”

“Il governo olandese non sta facendo abbastanza per proteggere gli abitanti di Bonaire dal cambiamento climatico e dalle sue conseguenze”, ha dichiarato il giudice Jerzy Luiten.
Secondo la sentenza, la popolazione dell’isola è stata trattata in modo discriminatorio, in violazione della Convenzione europea dei diritti umani, poiché non beneficia dello stesso livello di protezione garantito ai cittadini nei Paesi Bassi continentali.

L’azione legale con Greenpeace

Il ricorso era stato presentato dagli abitanti di Bonaire insieme a Greenpeace, per chiedere misure efficaci contro l’aumento del livello del mare, l’erosione costiera e le ondate di calore sempre più frequenti.

“Siamo davvero felici che i giudici ci abbiano ascoltato. Avevamo l’impressione di essere trattati come cittadini di seconda classe”, ha dichiarato all’AFP Jackie Bernabela, artista di Bonaire presente all’Aja per la lettura della sentenza.

Una sentenza definita “storica”

“È una decisione storica”, ha commentato Marieke Vellekoop, direttrice di Greenpeace Paesi Bassi.
“Il tribunale ha riconosciuto che lo Stato deve fare di più per proteggere gli abitanti di Bonaire dall’innalzamento del mare e dagli impatti estremi del clima”.

Dighe in Europa, vulnerabilità oltremare

I Paesi Bassi sono da sempre considerati pionieri nella difesa dal mare, con dighe e argini che proteggono vaste aree sotto il livello del mare. Tuttavia, secondo i ricorrenti, questa stessa protezione non è stata estesa ai territori d’oltremare, esposti in prima linea alla crisi climatica.

Gli obblighi imposti allo Stato

Il tribunale ha ordinato al governo di: definire entro 18 mesi obiettivi climatici chiari e legalmente vincolanti per l’intera economia nazionale; elaborare un piano di adattamento climatico che includa Bonaire, da rendere operativo entro il 2030. L’esecutivo aveva sostenuto che le misure di adattamento spettassero alle autorità locali, ma questa linea è stata respinta dai giudici.

Neutralità climatica: no al 2040

Il tribunale ha invece respinto la richiesta dei ricorrenti di anticipare al 2040 l’obiettivo di neutralità carbonica, confermando l’impegno al 2050, in linea con gli accordi dell’Unione europea.

Un’isola a rischio sommersione

Secondo uno studio della Vrije Universiteit di Amsterdam, entro la fine del secolo il mare potrebbe sommergere fino al 20% della superficie di Bonaire, che conta circa 27mila abitanti. Un dato che rafforza l’urgenza di interventi strutturali e di adattamento.

Un precedente globale

La sentenza si inserisce in un contesto giuridico internazionale in rapido cambiamento. Il 23 luglio, in un parere consultivo destinato a fare giurisprudenza, la Corte internazionale di giustizia ha stabilito che gli Stati che non rispettano i propri obblighi climatici possono commettere un atto illecito e essere chiamati a risarcire i Paesi più colpiti.

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