Cina e Russia sfidano Trump: asse Xi-Putin contro gli USA tra Iran, Taiwan e nuovo ordine mondiale

Da Pechino duro attacco all’Occidente: Mosca e Pechino condannano l’azione contro l’Iran, difendono Maduro e rilanciano l’alleanza strategica anti-egemonia americana

Cina e Russia sfidano Trump: asse Xi-Putin contro gli USA

Cina e Russia alzano il livello dello scontro diplomatico con gli Stati Uniti.

Durante il vertice bilaterale nella Grande Sala del Popolo di Pechino, Xi Jinping e Vladimir Putin hanno rilanciato la loro partnership strategica definendola “senza precedenti”, in un momento di fortissima tensione internazionale tra Medio Oriente, Ucraina e Indo-Pacifico.

“Le relazioni tra Russia e Cina rappresentano un esempio di cooperazione globale”, ha dichiarato Putin, mentre Xi ha parlato di “fiducia reciproca incrollabile nonostante prove e tribolazioni”.

Iran, Maduro e accuse agli Stati Uniti

Nella dichiarazione congiunta finale, Mosca e Pechino hanno condannato duramente l’attacco contro l’Iran e il presunto “rapimento” del presidente venezuelano Nicolás Maduro, accusando implicitamente Washington e i suoi alleati di destabilizzare governi sovrani.

I due leader denunciano “l’uso dei negoziati come copertura per preparare attacchi militari” e parlano apertamente di tentativi occidentali di “cambio di regime”.

Un linguaggio che segna un ulteriore irrigidimento dell’asse anti-occidentale guidato da Cina, Russia e Paesi BRICS.

Xi attacca unilateralismo e “legge della giungla”

Il presidente cinese ha usato toni particolarmente duri contro l’attuale equilibrio globale.

Secondo Xi Jinping, il mondo starebbe entrando in una fase dominata da “egemonia, unilateralismo e legge della giungla”, con il rischio di un ritorno alla politica della forza.

Pechino e Mosca chiedono un rafforzamento del ruolo dell’ONU e accusano indirettamente gli Stati Uniti di minare la stabilità internazionale attraverso pressioni geopolitiche e militari.

Taiwan resta il punto più delicato

Uno dei temi centrali del vertice è stato Taiwan.

La Russia ha ribadito il proprio pieno sostegno al principio di “Una sola Cina”, definendo Taiwan parte integrante del territorio cinese e opponendosi a qualsiasi interferenza occidentale nello Stretto.

Nel frattempo il presidente taiwanese ha replicato duramente: “Il futuro dell’isola non può essere deciso da forze straniere”.

Le tensioni nel Pacifico restano così uno dei fronti geopolitici più esplosivi al mondo.

Energia, commercio e nuovo equilibrio globale

Putin ha sottolineato il ruolo della Russia come “fornitore affidabile di risorse energetiche”, mentre la Cina continua a consolidarsi come principale consumatore mondiale di materie prime.

Negli ultimi anni il commercio tra Mosca e Pechino è cresciuto a ritmi record, soprattutto dopo le sanzioni occidentali contro la Russia.

Sempre più scambi vengono effettuati in yuan e rubli, riducendo la dipendenza dal dollaro e accelerando il progetto di un sistema economico alternativo a quello dominato dagli Stati Uniti.

Trump osserva: “Vado d’accordo con entrambi”

Donald Trump ha commentato il vertice con toni concilianti, dichiarando di avere “ottimi rapporti sia con Xi Jinping che con Vladimir Putin”.

Ma dietro le dichiarazioni diplomatiche cresce il timore di un mondo sempre più polarizzato, con nuovi blocchi geopolitici pronti a ridefinire gli equilibri economici, militari e finanziari globali.

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