L’economia n.1 al mondo non può rinunciare alla n.2, ma è vero anche il contrario

L’economia n.1 al mondo non può rinunciare alla n.2. E viceversa

Una dipendenza reciproca. È questo in estrema sintesi il quadro delineato da una ricerca realizzata dalla banca HSBC. Per le aziende esportatrici statunitensi la Cina è un mercato prioritario. I dati mostrano che, nonostante la dura politica commerciale perseguita da Washington, più della metà delle imprese Usa che esportano prodotti all'estero intendono aumentare la propria presenza sul mercato cinese. E su 1205 aziende che hanno partecipato allo studio il 40% ha persino dichiarato che la Cina è il principale mercato di riferimento.

Nella ragnatela dei rapporti globali occorre considerare che Pechino è anche un mercato prioritario per molti paesi tradizionalmente alleati americani. Ad esempio, il 39% delle imprese degli Emirati Arabi Uniti intervistate da HSBC ha sostenuto che Pechino è per loro il principale mercato di riferimento. La percentuale sale all’84% nel caso delle aziende australiane e al 91% per quelle malesi. Ciò non sorprende visto che l'economia cinese è cresciuta di 225 volte negli ultimi 40 anni.

Nonostante tali interdipendenze, la distanza (politica) tra le prime due economie al mondo resta per ora siderale. E non è un buon segno a pochi giorni dall’annunciato incontro tra Donald Trump e Xi Jinping in Argentina a margine del G20.

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