Il presidente egiziano al-Sisi eletto al vertice dell’Unione Africana

Come presidente dell’UA, Al-Sisi si concentrerà sugli aspetti legati alla sicurezza. In campo economico, una delle scommesse è lo sviluppo dell'Accordo continentale di libero scambio, che prevede l’abbattimento del 90% dei dazi e potrebbe aumentare gli scambi intra-continentali del 52%

Al-Sisi, il presidente egiziano eletto al vertice dell’Unione Africana

La strada “è ancora troppo lunga per porre fine ai conflitti nel continente africano”. Lo ha affermato il presidente egiziano Abdul-Fattah al-Sisi in un discorso televisivo dopo aver ricevuto ufficialmente la presidenza dell'Unione Africana (UA) al summit del 10 febbraio ad Addis Abeba.

Come presidente dell’UA, Al-Sisi si concentrerà sugli aspetti legati alla sicurezza. In campo economico, una delle scommesse è lo sviluppo dell'Accordo continentale di libero scambio (CFTA), che prevede l’abbattimento del 90% dei dazi e potrebbe, secondo l’Onu, aumentare gli scambi tra i paesi africani del 52%. È stato concordato da 44 nazioni nel marzo 2018 ma ratificato soltanto da 19 Stati. Se entrasse in vigore, occorrono minimo 22 stati, il CFTA diventerebbe la più grande area di libero scambio da quando è stata creata l'Organizzazione mondiale del commercio nel 1995.

Guarda con meno interesse ai dati economici Amnesty International che ha subito reagito alla notizia sul nuovo incarico al leader egiziano. “Nel corso della sua presidenza, Abdel Fattah al-Sisi ha mostrato un impressionante disprezzo per i diritti umani. Sotto la sua leadership, l’Egitto ha conosciuto un catastrofico declino dal punto di vista dei diritti e delle libertà”, ha dichiarato Najia Bounaim, direttrice per l’ong delle campagne sull’Africa del Nord di Amnesty International. In un comunicato dell’organizzazione si legge: “Sotto la presidenza al-Sisi le autorità egiziane si sono rese responsabili di uccisioni di massa di manifestanti, sparizioni forzate e centinaia di condanne a morte al termine di processi irregolari. Inoltre, è in corso il peggiore giro di vite sulla libertà d’espressione nella storia recente del paese.”

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