Conte: "Quanto sta accadendo sul Monte Bianco deve scuoterci". E sulla Libia chiede aiuto a Trump

Il presidente del Consiglio sulla crisi libica chiede l'appoggio di Donald Trump per il cessate il fuoco e l'embargo

Conte all'Onu: "Il clima preoccupa". E sulla Libia chiede aiuto a Trump

È l'assemblea generale dell'Onu dedicata al clima. E Giuseppe Conte non si sottrae. ''Concordiamo sull'esigenza di un'azione globale per rispondere alla sfida dei cambiamenti climatici - sostiene il premier -. In Italia abbiamo avviato una stagione per un futuro sostenibile''. E poi ancora: ''È di queste ore la notizia che un ghiacciaio sul versante del Monte Bianco rischia di collassare – ricorda Conte -. È un allarme che non può lasciarci indifferente. Deve scuoterci tutti e mobilitarci''.

Non c'è solo il clima nella testa di Conte. Al centro dei suoi pensieri alberga la Libia. L'Italia è preoccupata da una escalation militare che destabilizza la regione sempre di più. ''È arrivato il momento della pacificazione e tutti dobbiamo agire a sostegno dell'azione delle Nazioni Unite - afferma nel suo intervento -. Il primo passo indietro è un cessate il fuoco credibile''. Tutti gli Stati membri delle Nazioni Uniti devono rispettare l'embargo delle armi, prevenendo un'escalation dei conflitti in Libia", ha ammonito. Per raggiungere questo obiettivo, Giuseppe Conte vuole chiedere a Donald Trump di mediare con Turchia ed Egitto.

Un altro passaggio del discorso del premier all'Onu riguarda l'Iran, al centro delle recenti tensioni internazionali. "Facciamo appello a Teheran affinché ritorni al pieno adempimento dei suoi obblighi. È interesse di tutta la comunità internazionale che ciò avvenga, anche attraverso il mantenimento di opportuni canali di dialogo con l'Iran. Serve un impegno multilaterale per il disarmo”.

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