5G, Pechino: “Pompeo ci diffama ma che prove ha?”

L’Ambasciata cinese a Roma respinge le accuse provenienti dagli Usa: “Le aziende cinesi rispettano le leggi italiane”

5G, Pechino: “Pompeo ci diffama ma che prove ha?”

Durante la sua recente visita in Italia “il segretario di Stato Usa Mike Pompeo ha più volte puntato il dito contro la Cina, diffamandola volutamente. L’Ambasciata cinese in Italia rifiuta fermamente le accuse e ribadisce la volontà di impegnarsi per sviluppare il partenariato strategico globale con l’Italia”. È quanto sottolinea l’Ambasciatore cinese a Roma Li Junhua.

Seguono i punti principali dell’intervento.

Il 5G, che è un nuovo frutto dello sviluppo tecnologico dell’umanità, non può danneggiare la sovranità e la sicurezza di alcun Paese. Le aziende dell’Ict cinesi promuovono la cooperazione con i partner italiani, nel rispetto delle leggi italiane e nell’interesse dei cittadini.

Il signor Mike Pompeo ha fatto del suo meglio per creare problemi ai rapporti tra Pechino e Washington e si è impegnato per interferire nei rapporti della Cina con altri paesi.

Gli Stati Uniti, ventilando presunte minacce alla sicurezza prive di fondamento, creano una campagna diffamatoria della cooperazione tra imprese italiane e cinesi, ma quali prove reali hanno in mano?

Il ministro degli Esteri Usa ha accusato la Cina di concorrenza sleale, ma mi chiedo: quando Washington ha messo sotto pressione Huawei è stata concorrenza leale?

Gli Stati Uniti, con la scusa della ‘teoria delle perdite’, avviano guerre commerciali contro altri Paesi, avviano azioni unilaterali e bulliste, dov’è in questo l’equità?

Pompeo ci diffama affermando che la Cina ruba i diritti di proprietà intellettuale degli altri paesi. In realtà, la Camera di Commercio Usa riporta che Pechino ha raggiunto importanti risultati nel law enforcement in ambito di brevetti.

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