Il braccio di ferro tra Trump e Huawei manda in crisi il mercato globale dei semiconduttori

Huawei è accusata di copiare la tecnologia statunitense. Tra 4 mesi non potrà più comprare componenti. Ma la contromossa di Pechino potrebbe colpire Apple, Qualcomm e Cisco. Il colosso cinese: “Il bando Usa è una minaccia per tutti”

In crisi il mercato globale dei semiconduttori

L’amministrazione Trump ha annunciato una serie di misure per frenare la capacità del gruppo cinese Huawei di sviluppare semiconduttori all’estero con tecnologia statunitense. Come rappresaglia, la Cina è pronta ad aggiungere nell’elenco delle aziende straniere ritenute inaffidabili, o che recano danno alle aziende cinesi, giganti della tecnologia statunitense come Apple, Qualcomm e Cisco.

La mossa di Washington contro Huawei, che segue la proroga della sospensione del bando contro il colosso cinese deciso proprio a maggio del 2019, è mirata a “bloccare gli sforzi di Huawei per aggirare i controlli sulle esportazioni”, come ha affermato il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti.

La mossa - si legge in una nota diffusa da Huawei – “è stata arbitraria e perniciosa e minaccia di colpire l’intero settore a livello mondiale: questa nuova regola avrà un impatto su 170 Paesi”.

Le autorità americane stanno facendo tutto il possibile per limitare la presenza negli Stati Uniti del gigante cinese delle telecomunicazioni, che accusano di collaborare con le autorità di Pechino e quindi di presentare un forte rischio di spionaggio.

Tra le contromisure cui la Cina starebbe pensando ci sono anche l’imposizione di restrizioni nei confronti di aziende Usa e anche la sospensione degli acquisti di aerei Boeing conclusi da gruppi cinesi. 

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