
Nuovo duro avvertimento di Cina sulla questione di Taiwan.
Durante una conferenza stampa tenuta a margine della sessione annuale dell’Assemblea Nazionale del Popolo, il ministro degli Esteri Wang Yi ha ribadito la posizione ufficiale di Pechino:
“Taiwan è sempre stata una parte della Cina. Non è mai stato, non è e non sarà mai un Paese indipendente”.
Secondo il capo della diplomazia cinese, qualsiasi tentativo di promuovere l’indipendenza dell’isola rappresenta una violazione della sovranità nazionale e una minaccia alla stabilità regionale.
“Una linea rossa che non permetteremo di superare”
Wang Yi ha definito la questione taiwanese una “linea rossa” per Pechino.
Il ministro ha ricordato che Taiwan sarebbe stata “riconquistata dalla Cina oltre 80 anni fa” al termine della Seconda guerra mondiale e ha avvertito che “nessuna forza o individuo potrà separarla di nuovo dalla madrepatria”.
Pechino continua quindi a difendere con forza il principio di “una sola Cina”, secondo cui l’isola di Taiwan fa parte integrante del territorio cinese.
Negli ultimi anni, la leadership cinese guidata da Xi Jinping ha più volte ribadito che la riunificazione rappresenta un obiettivo storico e strategico del Paese.
Crescono le tensioni militari nello Stretto di Taiwan
Le dichiarazioni di Pechino arrivano in un momento di crescente tensione nello Stretto di Taiwan, dove negli ultimi mesi si sono moltiplicate esercitazioni militari e missioni navali.
La Cina ha intensificato le manovre dell’Esercito Popolare di Liberazione intorno all’isola, mentre Stati Uniti e alleati regionali hanno rafforzato la presenza militare nel Pacifico occidentale.
Washington continua a fornire supporto militare e tecnologico a Taiwan, pur mantenendo formalmente la politica dell’“ambiguità strategica”.
Il Giappone valuta un intervento difensivo
A preoccupare Pechino sono anche le recenti dichiarazioni provenienti da Giappone.
La premier giapponese Sanae Takaichi ha affermato che Tokyo potrebbe intervenire in modo difensivo in caso di attacco cinese contro Taiwan, nel rispetto della Costituzione pacifista del Paese.
Una posizione che ha provocato la dura reazione del governo cinese.
Secondo Wang Yi, un simile intervento metterebbe in discussione i principi della Costituzione giapponese e rischierebbe di compromettere gravemente le relazioni bilaterali tra i due Paesi.
Taiwan al centro della nuova geopolitica globale
La questione di Taiwan è oggi uno dei principali punti di frizione nella competizione strategica tra Cina e Occidente.
L’isola rappresenta infatti un nodo cruciale per la sicurezza nel Pacifico e per l’economia globale, soprattutto per il ruolo centrale nella produzione di semiconduttori avanzati guidata da aziende come TSMC.
Per molti analisti, il futuro dello Stretto di Taiwan potrebbe diventare uno dei principali fattori di instabilità geopolitica del XXI secolo.










