
Nel 2025 il numero dei milionari nel mondo è tornato a crescere: secondo le stime di UBS, i “high net worth individuals” (persone con almeno un milione di dollari di patrimonio) sono aumentati dell’1,5%, con quasi un milione di nuovi milionari entrati nella classifica globale.
Un ritmo impressionante: oltre 2.600 nuovi milionari al giorno.
L’Italia: ricchezza concentrata ma in crescita
Anche l’Italia segue il trend internazionale. Nel nostro Paese i milionari rappresentano circa il 2,5% della popolazione, una quota che conferma la presenza di una fascia patrimoniale molto ampia rispetto alla media mondiale.
Nel solo 2025 si sarebbero aggiunti circa 28.600 nuovi milionari italiani, grazie soprattutto alla crescita dei mercati finanziari, alla rivalutazione degli asset immobiliari e alla capacità di accumulo delle fasce più abbienti.
Dove cresce di più la ricchezza
A livello globale il fenomeno è trainato soprattutto dagli Stati Uniti, che continuano a concentrare il maggior numero di grandi patrimoni, grazie alla forza di Wall Street, alla tecnologia e ai settori innovativi.
Ma la geografia della ricchezza sta cambiando: aumentano i patrimoni anche in Asia e in Medio Oriente, mentre cresce il peso dei nuovi ricchi legati a tecnologia, intelligenza artificiale, energia e finanza.
La nuova economia dei super ricchi
La crescita dei milionari racconta anche una trasformazione dell’economia globale. Sempre più patrimoni vengono creati non solo attraverso imprese tradizionali, ma grazie a startup, investimenti digitali, intelligenza artificiale e nuovi modelli di business.
Un cambiamento che amplia la distanza tra chi possiede asset e chi vive soprattutto di reddito da lavoro.
Ricchezza in aumento, ma anche nuove disuguaglianze
Il dato sui milionari mostra una maggiore capacità di creazione di ricchezza, ma riapre anche il dibattito sulla distribuzione dei patrimoni.
Mentre cresce il numero dei grandi detentori di capitale, molte economie occidentali continuano a confrontarsi con salari stagnanti, costo della vita elevato e difficoltà di accesso alla casa per le nuove generazioni.
La fotografia del 2025 è quindi duplice: più ricchezza globale, ma una distanza sempre più evidente tra chi beneficia della crescita degli asset e chi resta ai margini.





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