
L’economia italiana evita la frenata e registra un risultato migliore delle attese. Secondo la stima preliminare dell’Istat, il Pil è aumentato dello 0,2% nel secondo trimestre del 2026 rispetto ai tre mesi precedenti e dell’1% su base annua.
Un dato che, pur evidenziando un rallentamento rispetto al +0,3% del primo trimestre, supera le previsioni degli analisti, che si aspettavano una crescita limitata allo 0,1%.
Una dote da 0,8% per il 2026
L’effetto più rilevante riguarda la cosiddetta crescita acquisita, cioè il risultato garantito per l’intero anno anche nell’ipotesi di una crescita zero nei prossimi trimestri.
Grazie al dato del secondo trimestre, il Pil italiano parte già da una base di +0,8% per il 2026, un valore superiore alle stime contenute nei documenti di finanza pubblica, che indicavano una crescita dello 0,6%.
Per il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il risultato dimostra che “l’economia italiana cresce nonostante un contesto internazionale complesso”, segnato da tensioni geopolitiche, commercio globale rallentato e costi energetici ancora elevati.
Servizi in crescita, industria ancora sotto pressione
A sostenere il Pil sono soprattutto i servizi, mentre restano più deboli industria e agricoltura.
Dal lato della domanda, la crescita è stata favorita dalla componente interna, mentre la componente estera netta ha rappresentato un freno, riflettendo le difficoltà dell’export in un quadro globale meno favorevole.
Il nodo resta quello della competitività industriale: manifattura, automotive ed energia continuano a essere i settori più esposti alle trasformazioni in corso.
Il mercato del lavoro mostra luci e ombre
Accanto al dato positivo sul Pil, arrivano segnali meno incoraggianti dal mercato del lavoro.
L’occupazione resta sostanzialmente stabile, ma cresce la disoccupazione, soprattutto tra i giovani. Nella fascia 15-24 anni il tasso di disoccupazione raggiunge il 18,4%, oltre tre volte il dato generale.
Un elemento che conferma una delle principali fragilità strutturali dell’economia italiana: la difficoltà di trasformare la crescita in nuove opportunità professionali per le nuove generazioni.
Anche l’Europa sorprende: vola la Spagna
Il miglioramento non riguarda solo l’Italia. L’intera area euro mostra una maggiore resilienza rispetto alle aspettative.
Nel secondo trimestre il Pil dell’Eurozona è cresciuto dello 0,4%, il doppio rispetto alle previsioni degli analisti.
La Germania torna a crescere con un +0,2%, la Francia recupera dopo il calo dei primi mesi dell’anno, mentre la Spagna si conferma il motore dell’area con un aumento del Pil dello 0,7%.
La sfida ora è trasformare la crescita in sviluppo
Il dato italiano rappresenta un segnale positivo, ma non cancella le criticità di fondo: produttività stagnante, debolezza industriale, pressione demografica e difficoltà dei giovani nell’ingresso nel mercato del lavoro.
La vera sfida per il 2026 sarà quindi trasformare una crescita superiore alle attese in investimenti, innovazione e maggiore competitività, evitando che il miglioramento resti soltanto un effetto temporaneo.


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