Fatturato industria, solo +0,1% a novembre. Rallenta la crescita e pesa la domanda interna

Anche i dati su fatturato e ordinativi non offrono segnali incoraggianti sullo stato di salute dell’industria in Italia. A novembre l'Istat registra un aumento dello 0,1% delle vendite rispetto al mese precedente. Ma se si esclude il comparto dell’energia, emerge una riduzione dello 0,2%. Anche gli ordini scendono dello 0,2%. Su base annua segnano, rispettivamente, un incremento dello 0,6% e una flessione del 2%.

È quanto rilevato dall’Istat, che mette in guardia anche su "un progressivo rallentamento della crescita con segnali di flessione degli ordini", dovuti principalmente alla "debolezza della domanda interna" che è diminuita del 4,4% su base annua.

Lo scenario complessivo sembra, dunque, peggiorare. Secondo un’analisi dell'Associazione Unione Consumatori, se si confrontano i dati dei premi 11 mesi del 2018 con quelli medi (pre-crisi) del 2007, il fatturato totale è sceso del 37,1% e quello interno è crollato del 43,6%.

L'Italia, anziché avvicinarsi ai livelli precedenti alla grande recessione, sembra entrata in una fase involutiva. Anche il fronte dei prezzi al consumo conferma il peggioramento in vista: +1,2% nel 2018. Ma nell’ultimo mese dell’anno è sceso all'1,1%, in forte rallentamento rispetto all'1,6% di novembre.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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